Bimbo travolto dal treno, lunedì i funerali: "Il Comune sapeva dei buchi nella rete"

Il feretro è giunto nel campo nomadi di via Firenze tra la commozione dei presenti, che accusano l'ente comunale di non aver svolto i lavori per contrastare il degrado della zona

Quella del 29 marzo è stata una lunga giornata di preparativi nel campo di via Firenze, nella zona industriale Calcara, al confine tra Cerea e Legnago.

È stato costruito un gazebo dentro all'accampamento, dove è stata allestita una sorta di camera ardente. La piccola bara bianca del piccolo Dominic infatti è arrivata intorno alle 15 e un quarto, accolta dagli applausi di parenti e amici, e li vi rimarrà per la veglia fino a lunedì. Poi sarà portato a Rivalta, Reggio Emilia, per celebrare i funerali e li il piccolo, travolto dal regionale proveniente da Legnago, sarà sepolto in una tomba di famiglia.

Giunto sul posto, il feretro è stato trasportato all'interno della camera ardente da papà David e da altri tre aiutanti, poi, dopo aver chiuso i teli per permettere che venisse ricomposto il corpicino, tutti si sono recati in lacrime accanto al corpo del piccolo. Successivamente, il parroco di Cerea, don Giuseppe Andriolo, ha benedetto il corpo del bambino e a spiegare ai genitori che purtroppo non poteva dare al piccino il Sacramento del battesimo perché «i Sacramenti sono per i vivi».

Intanto nel campo continua a mescolarsi la rabbia e l'incredulità per l'accaduto. "Il Comune è il proprietario del campo e sapeva che c'erano i buchi, glielo avevamo detto diverse volte, ma non ha nessun interesse a sistemare il degrado di questo luogo perché così spera che ce ne andiamo», ripetono a l'Arena gli abitanti del campo. "Ci accusano di essere persone cattive perché siamo zingari, ma si fa di tutta l'erba un fascio: adoriamo i nostri bambini e non li maltrattiamo, per noi vengono prima di tutto".

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