Verona, Bentegodi tappezzato di telecamere hi-tech. La polizia è pronta: "Violenti con le ore contate"

Si investe sulla tecnologia: via il vecchio impianto di videosorveglianza, arriva quello di ultima generazione capace di riprendere al buio completo. Illuminazione pubblica potenziata e norme più severe in attesa del prossimo campionato

Le ultime denunce (ne sono piovute 33) non sono altro che un effetto dei provvedimenti attuati da tempo e che in questura a Verona, sede centrale della polizia, si riassumono in “tolleranza zero e controlli rigidissimi”. Non aveva nascosto di voler usare il pugno duro allo stadio, il questore Vito Danilo Gagliardi. All’indomani dell’operazione della Digos per identificare gli ultras scalmanati prima, durante e dopo Hellas Verona - Inter del marzo scorso, scaturita in 30 Daspo (l’allontamento davi stadi e dai luoghi di manifestazioni sportive per un certo lasso di tempo), il capo della polizia  scaligera ribadisce il suo obbiettivo principe: “Restituire lo stadio alle famiglie”. In poche parole renderlo più sicuro, a prova di teppisti.

E l’intenzione sembra essere la stessa di quella professata dal Ministero, dato che si prevedono norme più severe, sia sui Daspo sia per rendere più facile la vita degli investigatori con l’estensione dei limiti temporali (oltre le 48 ore, quindi) dell’arresto in differita. E comunque a Verona il Bentegodi è stato già oggetto di attenzioni particolari della polizia. Si investe sulla tecnologia: via il vecchio impianto di videosorveglianza, ecco telecamere di ultima generazione. Più affidabili, più chiare, a più ampia risoluzione. E ancora verrà potenziata l’illuminazione pubblica in tutta la zona circostante lo stadio. Gli occhi elettronici degli agenti potranno comunque filmare efficacemente anche al buio. Altre novità riguardano le telecamere ai tornelli. I dati parlano chiaro sulla reale necessità di apparecchiature adeguate: come sieda il Corriere Veneto, i Daspo sono aumentati da 37 a 91 in un anno e gli arresti per episodi correlati alla violenza negli stadi sono passati da 4 a 14.

«Abbiamo affinato le tecniche investigative, sfruttando al meglio le risorse messeci a disposizione dalla tecnologia», puntualizza il questore che ritiene «positivo» il bilancio del campionato appena terminato, durante il quale sono stati messi a punto diversi dispositivi per la sicurezza che verranno replicati, come l’impiego dell’elicottero o dei pre-filtraggi ai caselli in occasione delle partite più pericolose.

La polizia di Verona, anche nei momenti di tensione più alta, non avrebbe mai esploso un solo lacrimogeno in tutta la stagione. Per questo Gagliardi si sente di dover tracciare un bilancio positivo: anche gli scontri corpo-a-corpo sono sempre stati evitati e i feriti sono risultati essere accidentali, mai rivolti a voler “stendere uno sbirro”. Insomma, non c’è stato un aumento di violenza rispetto agli anni scorsi, nonostante i dati possano indurre a pensare il contrario. Mancano due mesi alla prima partita del prossimo campionato e la polizia annuncia senza mezzi termini di essere pronta. Conclude il questore sulle pagine del quotidiano locale:

«La nostra tifoseria, spesso additata come calda e violenta, in questa realtà ha dimostrato di essere gestibile perché sin dal mio primo giorno di incarico a Verona ho voluto che vi fosse una forma di rispetto reciproco tra noi e i tifosi e ho sempre chiarito che chi sbaglia paga». Legge valida anche per la prossima stagione: «Solo una minima parte della tifoseria crea problemi. La gente deve isolare i violenti, metterli al bando. Per far sì che lo stadio torni a essere un luogo di sport e festa».

GLI SCONTRI DOPO HELLAS VERONA - INTER

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