Verona, battaglia del Made in Italy: 200 agricoltori veronesi in protesta al Brennero

Saliranno al Passo giovedì 5 dicembre, insieme a circa diecimila imprenditori della Coldiretti provenienti da tutte le Regioni, anche con i loro trattori per una nuova e massiccia mobilitazione

(Foto web)

Gli allevatori e agricoltori veronesi saliranno al passo del Brennero giovedì 5 dicembre, insieme a circa 10mila imprenditori della Coldiretti provenienti da tutte le regioni, anche con i loro trattori per una nuova e massiccia mobilitazione, “La battaglia di Natale: scegli l’Italia” per difendere l’economia e il lavoro dalle importazioni di bassa qualità che varcano le frontiere per essere spacciate come italiane. Nei due giorni di presidio, che iniziano mercoledì 4 dicembre, autobotti, camion frigo, container saranno verificati dagli agricoltori e dagli allevatori per smascherare il "finto Made in Italy" diretto sulle tavole in vista del Natale, all’insaputa dei consumatori per la mancanza di una normativa chiara sull’obbligo di indicare l’origine degli alimenti.

In collegamento diretto con il Brennero, mercoledì, nel centro della Food Valley italiana a Reggio Emilia altre migliaia di allevatori manifesteranno per salvare il vero prosciutto italiano assunto a simbolo della difesa del Made in Italy nei confronti delle imitazioni provenienti dall’estero. Il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo guiderà il presidio che si svolgerà in stretta collaborazione con le forze dell’ordine presenti in frontiera. 

“Se non difendiamo i nostri prodotti e la nostra identità non ci sarà futuro per i giovani in questo Paese - ha affermato il presidente della Coldiretti di Verona, Claudio Valente, che guiderà gli circa 200 agricoltori veronesi al valico del Brennero - Questa mobilitazione è di grande importanza anche perché dalle scelte di acquisto in queste festività dipendono il posto di lavoro e la sopravvivenza di moltissime imprese. L’obiettivo è smascherare il "finto Made in Italy" diretto sulle tavole in vista del Natale, per aiutare i consumatori a fare scelte di acquisto consapevoli per se stessi e per sostenere il lavoro e le imprese italiane, ma anche per sollecitare le Istituzioni verso l'obbligo di prevedere l'etichetta con l'origine degli alimenti”. 

“Attraverso il valico Brennero – precisa il direttore della Coldiretti di Verona, Pietro Piccioni - giungono in Italia miliardi di litri di latte, cagliate e polveri, ma anche milioni di cosce di maiale per fare i prosciutti, conserve di pomodoro, succhi di frutta concentrati e altri prodotti che, come dimostra il dossier elaborato dalla Coldiretti per l’occasione, stanno provocando la chiusura delle stalle e delle aziende agricole con la perdita di migliaia di posti di lavoro. Dobbiamo, quindi, continuare coesi la “battaglia” contro prodotti che non sono italiani ma spacciati come tali e che quotidianamente  ingannano il consumatore e non fanno fare reddito agli allevatori”.

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