Nella Bassa torna l'incubo dell'influenza aviaria: scoperto un allevamento infetto

In un'azienda agricola di Ca' degli Oppi, l'Istituto zooprofilattico ha riscontrato la presenza del virus H7N1 facendo scattare l'allarme. Il comune di Oppeano ha già emesso un'ordinanza per l'abbattimento di circa 350 volatili

Un nuovo, ma allo stesso tempo vecchio, campanello d'allarme torna a suonare per gli allevatori della Bassa veronese. La presenza del virus H7N1 è stata riscontrata all'interno di un allevamento di amatoriale di Ca' degli Oppi, di polli, oche, pavoni e anatre, dall'Istituto zooprofilattico. È quindi stato disposto subito l'avvio delle procedure previste dalla legge per circoscrivere la cosiddetta influenza aviaria. 
L'amministrazione comunale di Oppeano, presieduta dal sindaco Pierluigi Giaretta, ha emesso un'ordinanza per sequestrare e abbattere immediatamente circa 350 volatili presenti nell'azienda agricola, stabilendo anche una fascia di protezione di un chilometro nel raggio del luogo di individuazione del virus: questo serve anche a tutelare gli allevamenti intensivi presenti nella zona, che se venissero contagiati dalla patologia sarebbero a loro volta costretti ad applicare l'ordinanza comunale, con danni incalcolabili all'economia del settore. Sarà il settore veterinario dell'Ulss 21 ad eseguire l'ordinanza nell'azienda in questione, abbattendo gli animali e le rispettive uova, distruggendo lettiere e letame e disinfestando attrezzature e mezzi presenti. 
Secondo i primi esami, il ceppo di H7N1 rinvenuto a Ca' degli Oppi sarebbe a bassa patogenicità e quindi meno pericoloso di altri virus. Come questi animali sia venuti a contatto questo virus è ancora da chiarire: possibile che pavoni, anatre e oche allevati allo stato libero, siano entrati in contatto con selvaggina della stessa specie, visto che proprio in questo periodo tornano a nidificare dopo l'inverno. Il problema vero per i veterinari dell'Ulss 21 sarà quindi quello di trovare e catturare questi animali che girano liberi in azienda e che sono abituati a volare su alberi ed edifici senza essere mai rinchiusi in voliere o gabbie.
La vicenda ha ovviamente causato un grosso dispiacere ai proprietari dell'allevamento, che ora vedranno uccidere tutti quegli animali selezionati per decenni per la loro bellezza, andando inoltre incontro ad un danno economico non indifferente. 
Ieri mattina intanto, presso il municipio di piazza Altichieri, una richiesta di sospensione dell'ordinanza è stata depositata, in modo da permettere ulteriori analisi degli animali. L'ultima parola infatti spetta all'Istituto zooprofilattico e all'Ulss 21. 

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