Verona, in auto con presunti arnesi da scasso e documenti falsi: la polizia li stana ma li deve liberare

Accompagnati in questura, i tre sono risultati inottemperanti a precedenti espulsioni del questore di Reggio Emilia ma, non essendo considerate calamite come attrezzatura per delinquere non si è potuto procedere all’arresto

Una "falla" nel Codice di procedura penale non ha permesso di continuare gli accertamenti di polizia e così, di fatto, sono stati liberati. Alle 9e30 di lunedì mattina i poliziotti della questura di Verona hanno fermato, per un controllo, un’auto sospetta con targa francese. A bordo sono stati identificati tre cittadini georgiani poi trovati in possesso di patenti di guida del proprio Paese e permessi di soggiorno emessi dal Portogallo ma risultati falsi. Addosso avevano due paia di guanti e delle potenti calamite, del tipo utilizzato per le manovre di forzatura delle porte blindate.

Accompagnati in questura, i tre sono risultati inottemperanti a precedenti espulsioni del questore di Reggio Emilia ma, non essendo considerate le calamite come "arnesi da scasso" dal Codice non si è potuto procedere all’arresto.

Due sono stati rilasciati e denunciati a piede libero per mancato rispetto dell’ordine di allontanamento e per uso di documenti falsi mentre il terzo è stato riaccompagnato al confine di Ventimiglia, applicando una procedura semplificata, prevista dall’accordo bilaterale italo francese sulla “Riammissione”, stipulato a Chambery il 3 ottobre 1997. Tale mezzo consente di imputare la responsabilità della presenza dello straniero irregolare al primo Stato che ne consentì l’ingresso o soggiorno, ponendo in capo a quest’ultimo ogni onere ed obbligo sulla trattazione dell’extracomunitario.

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