Verona, attività cinesi al setaccio sul Garda: sequestri milionari e denunce: "Stop alle Chinatown"

Tra gennaio e marzo i carabinieri di Peschiera hanno ispezionato 50 tra capannoni, ristoranti e supermercati. Riscontrate 80 violazioni ed elevate sanzioni di carattere penale per 200mila euro e multe per 50mila euro

Si vuole evitare che finisca come a Prato, dove alcuni mesi fa un laboratorio tessile era andato a fuoco e c'erano state molte vittime. I carabinieri di Peschiera del Garda hanno così intensificato, come in altre zone della provincia veronse, i controlli delle attività gestite da cittadini cinesi. Tra gennaio e marzo i militari hanno ispezionato 50 tra capannoni, ristoranti e supermercati. Sono state riscontrate 80 violazioni, e 15 le persone denunciate. Inoltre sono state elevate sanzioni di carattere penale per 200mila euro e ammende amministrative per 50mila euro. Un capannone industriale, a Castelnuovo del Garda è stato sequestrato per mancanza di requisiti igienico sanitari e di sicurezza per il lavoro. Un sequestro penale del valore di 1 milione e 300mila euro.

Tra i dati positivi c'è quello per cui ristoranti e locali adibiti alla somministrazione di cibo e bevande son risultati a norma sotto il profilo igienico-sanitario e che tutti gli identificati sono in regola con i documenti e permessi di soggiorno. L'latra faccia della medaglia, però, è rappresentata dagli accertamenti in materia di contratti di lavoro: 120 persone non sono risultate in regola con le norme di previdenza. Come accaduto nei casi più recenti, specialmente nel Villafranchese, è stato appurato che gli operai lavoravano, mangiavano e dormivano in spazi di fortuna ricavati all'interno degli stabilimenti. Al termine delle verifiche genarali, sono state proposte chiusure per quattordici attività, sulle quali dovrà pronunciarsi la Camera di Commercio di Verona. 

"NESSUNA CHINATOWN" - “Non nasceranno Chinatown in Veneto e questo grazie al lavoro straordinario delle nostre forze dell’ordine sul territorio, che hanno messo a segno nelle ultime settimane importanti successi nei confronti dell’illegalità cinese, scoprendo una vera e propria black list di irregolarità all’interno di diverse attività presenti nella zona del Basso Garda. I miei complimenti vanno alla task force coinvolta nelle diverse operazioni formata dai Carabinieri, dai Vigili del fuoco e dallo Spisal che ha permesso scoprire questi covi di illegalità”. Con queste parole il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha commentato i controlli delle ultime settimane nei territori del Basso Garda.

“Ormai – commenta Zaia – è un copione che si ripete con frequenza, i blitz nei laboratori cinesi riservano sempre lo stesso finale: la scoperta di attività illecite e nessun rispetto delle minime regole sul lavoro e ancor più grave sulla dignità dei lavoratori, in alcuni casi trattati come schiavi. In Veneto non c’è spazio per questo modo di fare impresa, da noi il lavoro e l’attività imprenditoriale si fondano su valori positivi quali il rispetto, la tenacia, l’onestà e la legalità”.

“Questi controlli lanciano un segnale forte e chiaro: in Veneto non ci sarà una nuova Prato e proprio dal giorno di quei tragici eventi è iniziato un vero e proprio giro di vite per contrastare ancora con più forza e decisione l’illegalità cinese. Non abbasseremo la guardia, la nostra regione è da sempre un modello nelle politiche del controllo del territorio e queste operazioni ne sono un’evidente conferma”. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Con il dottor Claudio Zorzi dell'ospedale di Negrar l'Ortopedia veronese ai vertici in Italia

  • Operato a Verona, un paziente ringrazia: «Ho finalmente rivisto la luce»

  • Cosa fare a Verona e provincia durante il weekend dal 15 al 17 novembre 2019

  • Guai per una cooperativa: scovati 240 lavoratori irregolari e 7 in "nero"

  • È di Stallavena il secondo panettone artigianale più buono d'Italia

  • Senza cinture al momento dello scontro: grave la bimba, indagata la madre

Torna su
VeronaSera è in caricamento