Verona, "attaccati alle tradizioni regionali": ed ecco che spunta il corso di veneto. Plauso in Regione

"Ineguagliabile strumento di comunicazione e coesione civica, importante elemento identitario che abbiamo il dovere di tutelare, promuovere e valorizzare, partendo dal riconoscimento della nobilissima tradizione letteraria"

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E’ un’occasione da non perdere per approfondire la conoscenza di una lingua, non un dialetto come qualcuno erroneamente considera il veneto, ma una vera e propria lingua che appartiene al nostro illustre passato, ma anche al presente di questa comunità regionale”. Così il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, saluta il corso di lingua veneta, "Dall’abc alla grammatica", promosso dall’associazione "In Corte" di via Villabella a San Bonifacio, in provincia di Verona, che inizierà giovedì 29 maggio. L'iniziativa si deve al "linguista" Alessandro Mocellin, vicentino 26enne, già consulente della Commissione regionale sulla grafia e la toponomastica veneta, che si occuperà di guidare gli "alunni" nei meandri dell'idioma veneto. Il corso partirà, alle 20e45, dai cenni storici e sulle peculiarità linguistiche del veneto, compresi i dati di diffusione. Si andrà poi ad esaminare la sintassi e la fonetica delle parole per terminare con il fornitissimo lessico, che varia di provincia in provincia.

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“La lingua trasmessaci dalle nostre famiglie – spiega Zaia – è un ineguagliabile strumento di comunicazione e di coesione civica, un importante elemento identitario che abbiamo il dovere di tutelare, promuovere e valorizzare, partendo dal riconoscimento della nobilissima tradizione letteraria del veneto, la lingua scritta e parlata da Ruzante a Goldoni, da Zanzotto a Meneghello”. L'iniziativa è aperta a tutti e l'unico requisito è quello di avere una conoscenza, seppur basilare, della lingua veneta.

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