Verona, centro commerciale in Fiera: arriva l'approvazione in Consiglio comunale

L'amministrazione Tosi stima di arrvare a 25 milioni di euro vendendo l'area di 8500 metri quadri ai privati. Proteste in aula dai banchi della minoranza. Pd e Pdl criticano l'idea di "svendere un territorio ferito"

C'è voluto un mese, pagine di giornali, decine di commenti, quattro dibattiti in aula, a palazzo Barbieri. Alla fine è passata la delibera che dà il via libera alla progettazione sull'area commerciale da 8500 metri quadri in viale del Lavoro, davanti alla Fiera. Secondo le stime, la somma che potrà essere incassata dalla vendita dello spazio si aggirerà sui 25 milioni di euro. Il Consiglio comunale ha approvato con con 20 voti a favore e 8 contrari. Il pranzo di lavoro con i "suoi", organizzato la scorsa settimana dal sindaco Flavio Tosi, sembra aver funzionato: la Lega Nord e la Civica Tosi si è compattata e sono riusciti nell'intento di prevedere "l'insediamento di una grande struttura di vendita". Apertamente contrari alla proposta il Partito democratico, tutto il gruppo, e il capogruppo del Pdl, Daniele Polato, che, secondo quanto riporta L'Arena, ha attaccato i suoi ex colleghi della maggioranza:

"La cosa che più mi preoccupa è vedere colleghi e amici che per anni hanno condiviso con me un percorso con cui si voleva cambiare Verona, partendo dal parco San Giacomo, e vedere oggi queste persone, che so essere intimamente contrarie alla proposta, tacere e restare sorde all'urlo di dolore di un territorio ferito"

Il voto alla delibera è passato al quarto tentativo, dopo quattro Consigli comunali. Ufficialmente per mancanza del numero legale ma i malumori nella maggioranza non sono mai mancati. Dai banchi della minoranza, invece, non sono mancate le accuse. Del capogruppo Pd Michele Bertucco all'assessore e vicesindaco Vito Giacino, colpevole, secondo l'esponente di centrosinistra, di svendere i piani urbanistici pubblici a favore dei privati, e del consigliere 5 Stelle Luca Mantovani che ha dichiarato, spira L'Arena, che

"noi non esprimiamo nessun voto perché siamo fortemente contrari a un nuovo insediamento commerciale che non ha alcuna logica se non quella di tutelare le lobby che hanno consentito l'elezione di questa amministrazione".

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