Verona, ancora pioggia e maltempo: guardia resta alta. A Parona e in Adige urgono interventi di pulizia

Secondo quanto stabilito dalla Regione, Protezione civile e Arpav, fino a venerdì pomeriggio sono in preallerta tutti i comuni per rischio idrogeologico. Disagi per le fognature che non sopportano i grossi carichi d'acqua

La proroga della Protezione civile parte dalle nuove previsioni meteo fornite dall’Arpav: le criticità per rischio idrico e idrogeologico sono state allungate di 24 ore oltre quanto inizialmente previsto. Il maltempo doveva durare fino alle 14 di giovedì e invece nuovi perturbazioni potrebbero tornare a farsi sentire anche nella giornata di venerdì. Tutto il territorio regionale è interessato dallo stato di pre-allerta e in alcuni casi anche quello di pre-allarme. Come sui bacini dell’Adige-Garda e dei monti Lessini. Intanto, spiega L’Arena, lasciando perdere le ormai sempre più frequenti “bombe d’acqua” e i disastrosi nubifragi, la città deve far fronte anche agli allagamenti provocati da piogge non troppo persistenti. Evidentemente scarichi e fognature non riescono a sostenere una goccia in più.

Non solo il territorio di Veronetta, che due mesi fa era stata soggetta a frane, allagamenti di edifici, scuole e negozi, ma anche Parona sarebbe nell’occhio del ciclone. Il quotidiano locale riporta via Sottomonte come zona a costante rischio. Soprattutto una volta superata la galleria si trovano corsie stradali certe di acqua. Anche in via Valpolicella la situazione precipita ad ogni acquazzone. Le fogne, addirittura, rischiano di straripare facendo saltare i tombini. Alcuni residenti avrebbero spiegato che è un problema che si ripresenta da 10 anni e per strada dopo tanta pioggia riaffiorano i contenuti delle tubature sotterranee lasciando una vera e propria palude. Per far defluire l’acqua fino a qualche tempo fa esistevano due stretti e lunghi fossati a margine della carreggiata che sono ora scomparsi per i lavori di ristrutturazione delle ville circostanti.

L'ADIGE A VERONA E PROVINCIA - In centro città intanto si fa i conti con la pulizia dei corsi d’acqua. Il più importante dei quali, l’Adige, scorre attraverso vere “barriere” composte da detriti e tronchi d’albero che vanno ad incastrarsi vicino ai piloni. Così alcuni fanno notare che sono mesi, forse anni, che si attende una pulizia profonda. Il caso di ponte Pietra è emblematico e alcuni si domandano quando avverrà la rimozione dei tronchi che creano non poco intralcio allo scorrimento dell’acqua. Ma per avviare la pulizia dei resti più voluminosi, come spiega la Protezione civile, servono i mezzi a disposizione del Magistrato delle acque. Per quelli più piccoli invece il Comune può occuparsene in autonomia. Non fanno eccezione nemmeno gli altri ponti cittadini: detriti anche a ponte Catena, dove vicino ai piloni tra l’altro crescono anche diverse piante. Da ripulire anche la zona del ponte del Saval.

Il genio civile sta monitorando da ore i livelli dell'Adige non solo in città ma soprattutto in provincia: a Bussolengo principalmente, ma anche a Pescantina, Brentino Belluno e Sant'Ambrogio di Valpolicella.

Giovedì in tarda mattinata, inoltre, un equipaggio dei vigili del fuoco e agenti della Municipale sono intervenuti sul ponte in zona Pestrino perchè avvisati da un paziente che aveva notato alcune crepe sul manto stradale. L'allarme è rientrato verso le 14, dopo il sopralluogo e gli accertamenti sulla sicurezza.

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