Verona, allagamenti per il maltempo: in otto comuni veronesi dicharato lo stato di crisi

Con la dichiarazione formalizzata dal presidente della Regione, Luca Zaia, possono partire formalmente le rilevazioni e le quantificazioni dei danni, che saranno poi oggetto di richiesta al governo

Il presidente del Veneto Luca Zaia ha dichiarato lo “stato di crisi” per le eccezionali piogge verificatesi dal 27 aprile al 3 maggio 2014 in molte aree del territorio regionale. Lo stato di crisi costituisce declaratoria di evento eccezionale e permette di finanziare l’esecuzione di interventi urgenti a tutela della pubblica incolumità, nonché le operazioni di soccorso e di assistenza alla popolazione, anche acquisendo con procedure d’urgenza eventuali attrezzature e mezzi necessari per fronteggiare la situazione. Attiva inoltre le componenti professionali e volontarie del sistema regionale di Protezione civile per garantire il coordinamento e l’assistenza a Comuni e Province per l’intervento di soccorso e superamento dell’emergenza. Il decreto contiene un primo elenco di comuni che finora hanno segnalato i maggiori danni e richiesto l’intervento della Regione. Tale elenco va dunque considerato non esaustivo.

Con questa dichiarazione possono partire formalmente le rilevazioni e le quantificazioni dei danni, che saranno poi oggetto di richiesta al governo. In provincia di Verona, lo stato di crisi formalizzato per i territori della Bassa: a Terrazzo, Bovolone, Concamarise, Salizzole, Angiari, San Pietro di Morubio, Isola Rizza e Roverchiara. Molti di più, invece nel Padovano, la cui parte bassa della provincia alcuni giorni fa è stata colpita molto duramebte per l'esondazione di alcuni canali. Nella fattispecie a Carceri, Este, Montagnana, Sant’Elena, Solesino, Villa Estense, Ospedaletto Euganeo, Santa Margherita d’Adige, Megliadino San Vitale, Vighizzolo d’Este, Granze, Monselice, Due Carrare, Casale di Scodosia, Merlara, Padova, Boara Pisani, Stanghella, Megliadino San Fidenzio, Saletto, Ponso, Pozzonovo. In provincia di Vicenza lo stato di crisi è stato formalizzato per Noventa Vicentina, Pojana Maggiore mentre a Treviso solo per il territorio di Preganziol.

"LASCIATI SOLI" - La firma dello stato di crisi però arriva mentre infuria la polemica sui danni del maltempo. “Se qui in Veneto lo Stato è visto come un nemico, la colpa non è nostra. E’ colpa dello Stato che si comporta come un nemico. Attenti però, perché il Veneto non è una vacca da mungere indefinitamente per ingrassare chi spreca. Prima o poi arriva il momento della resa dei conti”. Il presidente della Regione definisce “scandaloso” che nel decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, con cui si dichiara lo stato di emergenza per il maltempo che ha colpito il Veneto a febbraio e marzo, non ci sia un euro per il ristoro del danni subiti e stimati in almeno 550 milioni.

“Il Veneto – aggiunge – è stato interessato in questi ultimi anni da notevoli eventi atmosferici che hanno provocato disastrose alluvioni. Fin dal 2010 ha affidato a specialisti nei vari settori della difesa idrogeologica la redazione di un piano delle opere per la mitigazione del rischio. Sono già state realizzate finora opere per 402 milioni, ma ce ne sono di immediatamente cantierabili per 1,4 miliardi. Il presidente Renzi ha detto in più occasioni che lo Stato ha a disposizione 2 miliardi di euro per il dissesto idrogeologico del Paese, considerato prioritario, ma che non sa come spenderli per mancanza di progetti. Noi i progetti ce li abbiamo ma serve l’intervento finanziario dello Stato che deve inoltre consentire un allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno, escludendone le spese sostenute dalle Regioni per gli interventi correlati al dissesto idrogeologico”. 

STATO COME NEMICO? - “Come risponde lo Stato a queste legittime richieste?” sottolinea il presidente veneto, “con un decreto che, a conti fatti, dice: arrangiatevi. Ai rappresentanti di questo Stato allora io dico: siamo stanchi di vedere sfilate e parate in giro per il Paese, pagate con i nostri soldi, a fare promesse non mantenute. Siamo stanchi di mantenere una gestione della cosa pubblica nel resto del Paese che definire cattiva è solo prendersi in giro. Siamo stanchi di vedere come i 21 miliardi di residuo fiscale attivo del Veneto vengano lasciati ad ingrassare gli spreconi, senza che si cerchi di cambiare registro se non a parole. E poi si trova anche chi alza la voce per lamentarsi che il Veneto considera lo Stato un nemico. Non sento mai però chiedere di chi è la colpa. Non certo nostra”.

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