Verona, albergo, appartamenti e (un altro) Esselunga: così il progetto per rifare l'ex Tiberghien

Sono considerati 38mila metri quadri. Il progetto prevede l'abbattimento dell'intero ex stabilimento tranne i casolari afferenti alla ciminiera di 40 metri del 1907 in cui pendono i vincoli di "archeologia industriale"

L'area dell'ex Tiberghien a Verona (foto web)

Il progetto di recupero dell’area degradata prevede un altro supermercato a Verona. Verrebbe da dire che la crisi dei consumi in città non esiste a osservare cosa potrebbe sorgere all’ex Tiberghien. Si mormora di un grande centro commerciale composto da supermercato da 8mila metri quadri (4mila per le vendite), uffici, appartamenti, un albergo e persino una residenza per anziani. In prossimità di San Michele Extra regna l’abbandono e l’incuria da anni. I vecchi capannoni del lanificio fungono da riparo e sistemazione “temporanea” per sbandati, senza fissa dimora e tossicodipendenti. Più di una volta era scattato l’allarme “sicurezza”, sia per le frequentazioni che per la fatiscenza. Il caso Tiberghien, attenzionato da tempo dalla polizia municipale, è approdato in commissione Urbanistica per la discussione preliminare. E a sorgere nell’area sarebbe un altro supermercato Esselunga: contatti sarebbero già avvenuti tra i proprietari e il Gruppo che gestisce le catene di punti vendita in tutta Italia, principalmente al Nord.

IL PROGETTO, NEI DETTAGLI - Sono considerati 38mila metri quadri. Il progetto prevede l’abbattimento dell’intero ex stabilimento tranne i casolari afferenti alla ciminiera di 40 metri del 1907 in cui pendono i vincoli di “archeologia industriale”. Su via Tiberghien potrebbero trovare posto gli appartamenti (la costruzione è una cosa, la vendita è un’altra: prova ne sono gli alloggi privati costruiti da anni a Verona sud e ora destinati ad usi “popolari” per la battuta d’arresto al mercato immobiliare dovuta alla crisi). Sarebbero costruite due torri con 70 appartamenti. Troverebbe spazio invece un albergo da 170 stanze e una riqualificazione della viabilità (una rotatoria), in via Unità d’Italia. E poi c’è il supermercato: la legge regionale stabilisce un massimo di 1500 metri quadri destinati alla vendita, ma trattandosi di zona “degradata” il Piano degli interventi potrebbe fare in modo di ingrandire la superficie a un massimo di 4mila. Arriva anche un parcheggio multipiano ma con posti interrati perché l’area esterna, è previsto, dovrà rimanere libera, per aree verdi e ciclabili. Spiega l’amministratore delegato della società Coscom, proprietaria della zona dell’ex Tiberghien, al Corriere Veneto, che

«L'idea va avanti dal 2003 – ha detto – e si poteva definire nel 2006. Ma non lo si è fatto. Adesso c'è una crisi immobiliare gravissima, drammatica, e l'intervento può funzionare solo se si realizza il supermercato. Che non è – ha sottolineato – un centro commerciale, visto che è di poco più grande del supermercato Pam che è nella zona».

Esselunga, il colosso dei supermercati controllato da Bernardo Caprotti, si era già aggiudicato per 27 milioni e mezzo di euro l'area di 24mila e 400 metri quadrati di fronte alla Fiera di Verona, di proprietà della società Polo fieristico veronese, partecipata all'85% dal comune di Verona e al 15% dall'ente Fiera. Altri due Esselunga sono già presenti a Verona città, uno in via Fincato, zona Borgo Venezia, e uno in corso Milano.

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