Verona, i dirigenti condannati di Agec tornano e chiedono le ferie: l'azienda concede e contrattacca

Dal momento del loro arresto, lo scorso anno, l'ex dg Tartaglia e i due funzionari, Campedelli e Tagliaferro risultavano "assenti giustificati". I nuovi vertici di via Noris riavviano il procedimento disciplinare

Palazzo Diamanti in via Noris a Verona, sede di Agec

Dopo le condanne hanno chiesto di poter usufruire delle ferie arretrate. E Agec ha acconsentito. L’ex direttore generale Sandro Tartaglia, i funzionari Stefano Campedelli e Francesca Tagliaferro risultano tuttora dipendenti e stipendiati dell’azienda comunale che si occupa tra l’altro di edilizia popolare, servizi cimiteriali e mense. Un massimo di tre settimane di stop, si suppone. E questo mentre comunque viene portato avanti il procedimento disciplinare nei loro confronti. Il nuovo direttore generale, Maria Cristina Motta e il presidente Massimo Galli Righi avrebbero infatti spiegato che a seguito di condanna si devono “fare gli interessi di Agec e degli utenti”. Il Corriere di Verona allora ha ipotizzato che i tre dirigenti potrebbero andare incontro al licenziamento per giusta causa, fatto salva la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Il presidente Galli Righi avrebbe infatti puntato l’accento sulle “novità” arrivate dal tribunale: le tre condanne di primo grado, a 3 anni e 9 mesi per turbativa d’asta e falso, e l’obbligo di risarcimento di una provvisionale di 50mila euro all’azienda comunale.

Da quando furono arrestati, il 23 ottobre 2013, erano assenti “giustificati” dal lavoro. Ma in seguito alla sentenza sono tornati liberi (il giudice ha disposto la revoca dei domiciliari). E ora chiedono le ferie. Mentre loro si godranno il periodo, in Agec verrà riavviato l’iter disciplinare. Una decisione assunta con l’avvocato che seguirà il procedimento (che era stato sospeso in attesa della sentenza). Come spiega il quotidiano locale, partirà la raccomandata in cui ai dirigenti verranno rese note le intenzioni di Agec. Loro avranno alcuni giorni per replicare per iscritto. Poi la decisione finale del direttore generale Motta.

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