Zaia: "La Regione impugna il decreto del Governo sui vaccini obbligatori"

Il presidente del Veneto: "Noi siamo l'unica regione italiana senza obbligo vaccinale, ma abbiamo una performance nelle vaccinazioni del 92,6%"

"Il Veneto ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale il decreto del Governo sulla obbligatorietà vaccinale" Questo c'è scritto sulla pagina Facebook del presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Lo stesso presidente ha poi spiegato le motivazioni di questa decisione attraverso un video in diretta sempre su Facebook (qui il collegamento al video).

"La politica non c'entra niente e la posizione della Regione non è mettere in discussione i vaccini ma alcuni aspetti di questo decreto - ha detto Zaia, a nome anche della sua giunta unanimemente d'accordo con lui - Noi non impugnamo il decreto del Governo perché siamo contro i vaccini. Io incontro mamme preoccupate e l'obbligatorietà non risolve il problema del dialogo con le famiglie. E il Veneto lo dimostra perché è l'unica regione italiana senza obbligo vaccinale, ma ha una performance nelle vaccinazioni del 92,6%".

Il modello Veneto funziona meglio, è la linea di Zaia, che chiede che l'esempio della regione che amministra sia applicato a livello nazionale. "Il nostro modello è basato sull'informazione e sul convincimento consapevole e non su obblighi inapplicabili e su multe sperequative - ha aggiunto il presidente - Del resto non siamo i soli ad aver sposato la libertà di scelta e la responsabilizzazione consapevole: in Europa ci sono 15 Paesi in Europa che non impongono l'obbligo vaccinale e in 14 paesi nei quali vige una strategia mista, che fa convivere vaccinazioni obbligatorie e vaccinazioni facoltative. Il decreto, così come è stato formulato dal Governo, lede l'autonomia della Regione, monetizza l'obbligatorietà creando sperequazioni tra i cittadini e ignora il vincolo di stipulare prima una intesa con le Regioni per definire le modalità applicative e ripartire i costi del piano di vaccinazioni di massa. Tant’è che non ci sono nemmeno i tempi tecnici, le strutture e le risorse per applicare da subito le disposizioni governative".

Direttamente interessato dal discorso dei costi e della fattibilità è l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto, secondo cui il tema dell'abbassamento della copertura vaccinale è stato affrontato male. "Si poteva rendere obbligatorio il ricorso ai vaccini solo nel caso in cui il tasso di copertura fosse inferiore alla soglia raccomandata dalla comunità scientifica - ha aggiunto Coletto - Privilegiare, invece, il modello impositivo significa andare allo scontro con le preoccupazioni dei genitori, tradire il rapporto di fiducia tra medici e cittadini e distogliere risorse significative dai programmi di prevenzione rivolti alle patologie croniche invalidanti".

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