La vasca della discordia: cartelli contrastanti a lastra rotta all'Arsenale

Sul fondo della vasca all'Arsenale, molto frequentata durante l'estate da famiglie con bimbi al seguito, è stata riscontrata una spaccatura di ben 60 centimetri. Amia dal canto suo ha già fatto sapere di star provvedendo per rimediare

Non c'è corrispondenza tra i cartelli di avviso esposti dal Comune di Verona e quelli di Amia, anzi vi si riscontra piutosto una contraddizione abbastanza netta: da un lato l'amministrazione invita a procedere all'interno della vasca dell'Arsenale "soltanto a piedi", e in effetti così hanno fatto in molti per cercare ristoro durante la torrida estate appena trascorsa. Dall'altro però dei segnali affissi agli alberi da parte di Amia, vietano rigorosamente di introdursi all'interno della struttura che ospita qualche centimetro di acqua, a causa, così si legge, del suo "fondo pericoloso" .

Un'incongruenza senza dubbio non voluta, eppure comunque tale. I frequentatori dell'area sono perlopiù famiglie con bambini al seguito, e tutto questo non sarebbe forse nemmeno stato notato se non fosse successo che la stessa Amia avesse notato prima una crepa lungo la lastra di pietra bianca che ricopre il fondo della vasca, e successivamente una vera e propria frattura di quasi 60 centimetri. Come riferisce l'Arena, sono gli stessi addetti di Amia a descrivere la scoperta: "La pietra non è molto spessa e poggia sulla struttura in ferro da cui filtra l'acqua della vasca, che compie un circuito interno simile a quello di una piscina".

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In merito alla questione è poi intervenuto anche il presidente di Amia Andrea Miglioranzi, così come riferisce l'Arena: "Sono stato informato della questione qualche giorno fa. Non sarebbe compito dell'Amia intervenire sulla struttura al di fuori di ciò che compete la gestione e la pulizia del sito. Ma ho comunque dato mandato agli uffici di rintracciare il particolare tipo di basalto di Corea con cui è fatto il fondo vasca per poter sostituire la lastra e rendere nuovamente sicuro l'accesso all'acqua. Si è trattato di una diversità di vedute. Noi abbiamo preferito informare. Di certo, comunque, il cloro qui non è pericoloso, nemmeno per i bimbi. Infatti non abbiamo mai ricevuto segnalazioni o riscontrato episodi. E così non lo era nemmeno la crepa. A destare, ora, qualche pensiero in più è invece la spaccatura ma è questione di poco tempo perché stiamo provvedendo a sistemarla. Siamo già sulle tracce della particolare pietra: non so perchè sia stato scelto proprio questo basalto ma dico solo che si chiama di Corea in quanto proveniente da laggiù".

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