Vaccini obbligatori a scuola: viene respinto il ricorso della Regione Veneto

La Corte Costituzionale ha ritenuto infondate le obiezioni mosse dall'ente regionale: "Mi auguro che a questo punto anche il governatore abbia finalmente compreso che non si usa la salute dei cittadini per fare politica"

Accolgo con soddisfazione la notizia che la Corte Costituzionale ha respinto i due ricorsi presentati dalla Regione Veneto contro l'obbligo vaccinale sancito dalla legge 119/2017, in vigore dal 6 agosto. Una sonora bocciatura per Zaia da parte della Corte, secondo cui le questioni sollevate «non sono fondate».
La Consulta si è espressa nella piena garanzia della Costituzione legittimando Parlamento e Governo nel loro operato in materia di prevenzione e intervento sanitario. La sentenza ha evidenziato inoltre che l’intervento legislativo si giustifica alla luce del contesto attuale caratterizzato da un progressivo calo delle coperture vaccinali.

Così la deputata del PD Alessia Rotta, ha commentato la decisione della Corte Costituzionale di respingere i riscorsi presentati dalla Regione Veneto sull’obbligo dei vaccini a scuola. La Democratica ha poi proseguito: 

La Corte ha dichiarato non fondate tutte le questioni prospettate nei ricorsi della Regione Veneto sull’obbligo dei vaccini a scuola. Secondo i giudici costituzionali, le misure in questione rappresentano una scelta spettante al legislatore nazionale. Lo ha deciso la Corte Costituzionale al termine della camera di consiglio.
Con questa decisione decadono quindi le richieste poste dalla Regione Veneto, in particolare tutti i dubbi sui presupposti di straordinaria necessità e urgenza del decreto, così come la lesione del diritto individuale alla salute e scontro sulla legittimità dell’intervento dello Stato per l'obbligatorietà e la gratuità di determinate vaccinazioni per i minori.
Mi auguro che a questo punto anche il governatore abbia finalmente compreso che non si usa la salute dei cittadini per fare politica e la smetta di inseguire superstizioni infondate che nulla hanno a che vedere con la scienza. La vaccinazione è un interesse di sanità pubblica: in Veneto le percentuali di copertura sono nettamente al di sotto del livello di sicurezza, e la cosiddetta ‘immunità di gregge’ non è garantita. E' di questo che la Regione dovrebbe immediatamente occuparsi.

Anche la senatrice Laura Puppato ha commentato la decisione della Corte. 

Ennesima sconfitta per la Regione Veneto davanti al Giudice Costituzionale, ormai i ricorsi andati perduti non si contano più così come le decime di milioni di euro che sono costati a tutti i Veneti. 
Luca Zaia e la sua giunta non hanno avuto alcun interesse nel tutelare la salute dei cittadini, ma hanno solamente sperato di poter attaccare ancora il Governo, ma la Corte ha stabilito il pieno diritto che avevamo, come Parlamento, a legiferare sull’obbligatorietà dei vaccini, così come aveva già fatto anche il Consiglio di Stato - ha affermato Puppato - speriamo che, per una volta, Zaia possa imparare la lezione, perché i ricorsi persi dalla Regione ormai sono decine e i costi sono diventati enormi per le tasche dei Veneti, soldi che sarebbero potuti essere utilizzati per la sanità o per il sociale o ancora per la mobilità.
Ora la Regione non perda ancora tempo, ma faccia in modo di agevolare il più possibile scuole e genitori in questo passaggio. 

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