Uniformi militari trovate nella soffitta della canonica: denunciato l'ex parroco

Il materiale è spuntato fuori nel corso di alcune pulizie straordinarie, ma per detenerlo occorre essere in possesso dell'apposita licenza: il religioso 66enne ora si trova in Ciad e al suo ritorno verrà ascoltato dai carabinieri

Fino al 2016 era alla guida della parrocchia di Santa Giustina, a Baldaria, e ora don Ruggero Bravo è stato denunciato a piede libero per la violazione dell'articolo 28 del Tulps, il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. 
Alcune settimane fa infatti, i volontari del Comitato affari economici della parrocchia trovarono due scatoloni nel corso delle pulizie della canonica, che per diverso tempo era rimasta chiusa, all'interno dei quali erano presenti capi militari tuttora in uso all'esercito. Un guardaroba però illegale, dal momento che la legge punisce "la raccolta, fabbricazione, detenzione e vendita di armi da guerra e di armi ad esse analoghe nazionali o straniere, o di parti di esse, di munizioni, di uniformi militari o di altri oggetti destinati all’equipaggiamento di forze armate nazionali o straniere", senza la regolare licenza. 

Dopo aver lasciato la parrocchia veronese, il 66enne religioso si era trasferito a Fontanaviva, in provincia di Padova, e attualmente si trova in missione in Ciad, nella città di Mongo, da dove ha inviato una lettera nel mese di febbraio per fornire la propria spiegazione, la quale è stata affissa sulle porte della chiesa. Nella missiva il prete rassicurava i fedeli affermando che non custodiva armi per compiere "scorribande criminali", ma che al massimo aveva qualche fucile per andare a caccia (passione tra l'altro di cui i residenti erano già a conscenza). Don Ruggero ha poi spiegato che le tre tute militari tenute in soffite, gli sarebbero state prestate da un amico, un cappellano militare, e usate per un campo estivo. 
Una spiegazione che rischia però di complicare ulteriormente la sua posizione, dal momento che nel verbale di sequestro redatto dai carabinieri di Cologna Veneta, a gennaio, sul materiale sequestrato, delle tre tute non ci sarebbe neanche l'ombra. Nello speciale guardaroba custodito dagli uomini dell'Arma infatti ci sarebbero solo una trentina di capi tra camicie, giacche, berretti e baschi. Materiale tra l'altro privo di etichetta e che non è possibile acquistare nei negozi, neanche da parte delle forze dell'ordine. 

È un vero mistero quindi di come quei capi siano finiti in quella soffitta, sul quale stanno lavorando gli uomini del luogotenente Di Donato, che ascolteranno Don Ruggero Bravo non appena rientrerà dalla propria missione, tra lo sgomento dei fedeli della zona, che tanto avevano apprezzato la generosità del 66enne quando si trovava alla guida della parrocchia di Santa Giustina. 

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