Ultra novantenni legate e rapinate da badanti veronesi: madre e figlia arrestate

Due sorelle di 93 e 95 anni vennero legate e derubate nella loro abitazione di Megliadino San Fidenzio, nel padovano, il 16 dicembre 2015. Quattro mesi dopo le indagini dei carabinieri hanno portato all'arresto delle due presunte colpevoli

Il 16 dicembre 2015 venne messa a segno una rapina ai danni di due sorelle di 93 e 95 anni, in via Lupia Bassa, a Megliadino San Fidenzio (Padova). Le anziane vittime erano state legate e trovate a terra dalla badante di 45 anni, che era rincasata intorno alle 21. Nessun segno di effrazione era stato lasciato dai criminali, che non avevano neppure avuto bisogno di mettere a soqquadro la casa per trovare ciò che gli interessava, come se già la conoscessero. 

Partirono allora le indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Este e della stazione di Montagnana, che sono andate avanti per quattro mesi, fino a quando non hanno permesso di ricostruire i fatti di quel giorno. In manette alla fine sono finite due donne italiane, ritenute le responsabili della rapina: si tratta di una 45enne di Roveredo di Guà, A.G., e della figlia 20enne, G.F., che di fatto svolgevano il ruolo di badanti per conto delle vittime da due anni. Inizialmente A.G. aveva iniziato ad occuparsi di loro attraverso una cooperativa poi, da un anno, era stata assunta e contrattualizzata dall'unico parente delle ultra novantenni, il nipote residente in Toscana, a Grossetto, e che di fatto gestiva la cosa a distanza pur sentendo quotidianamente le due anziane. La figlia invece, occasionalmente dava il cambio alla madre. 
Così alle prime luci dell'alba di giovedì mattina, i carabinieri hanno eseguito le due ordinanze di custodia cautelare in regime di detenzione domiciliare, emesse dall’autorità giudiziaria di Rovigo, nei confronti di madre e figlia, accusate di rapina in abitazione aggravata.

A tradire le due è stata la scena del crimine, che lasciava intendere che i malviventi sapessero già dove mettere le mani, e la presenza confermata dell'auto delle veronesi nell'abitazione delle due vittime. Gli accertamenti svolti in collaborazione con i carabinieri del Nucleo investigativo di Padova e coordinati dal sostituto procuratore della procura della Repubblica di Rovigo, Monica Bombana, hanno quindi portato gli investigatori ad individuare i possibili colpevoli in persone che già conoscevano le anziane sorelle e le loro abitudini. Le dichiarazioni contraddittorie rilasciate poi dalle due hanno fatto il resto, incastrando definitivamente madre e figlia. 

Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, quella sera le due donne entrarono nell'appartamento a volto coperto e, dopo aver legato le due anziane, rubarono una somma stimata in circa 10mila euro e nascosta in due punti della casa (sottoscala ed in cucina), per poi fuggire al bordo della propria Fiat Punto guidata dalla giovane.
Dalle indagini sarebbe inoltre emerso che le due avrebbero ricevuto aiuto da due uomini, a loro volta residenti nel Veronese, che sono stati deferiti in stato di libertà per concorso nello stesso reato. Gli accertamenti a loro carico sono ancora in fase di svolgimento, ma dalla perquisizione nelle loro abitazioni sarebbero state rinvenute fascette di plastica molto simili a quelle usate per bloccare le ultra novantenni padovane. 

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