Gli anziani nel mirino dei truffatori: due giovani ventenni scoperti e arrestati

L'episodio è accaduto a Perugia ma vede direttamente coinvolto un 24enne veronese complice dell'altro truffatore. I due hanno tentato di estorcere denaro a una coppia di anziani sfruttando il trucco del "finto incidente stradale"

Due giovani truffatori sono stati arrestati dalla Squadra Mobile di Perugia, si tratta di un ragazzo napoletano 23enne e un Veronese di 24 anni. L'episodio costituisce l'ennesimo tentativo di truffa ai danni deglia anziani, vicende che purtroppo continuano a verificarsi e che recentemente avevano sollecitato l'intervento diretto anche del Generale Carmine Adinolfi comandante interregionale dei Carabinieri.

La tipologia di truffa messa in atto questa volta è quella del finto avvocato, il quale chiama al numero fisso la vittima prescelta (anziana) comunicandogli che il figlio, la figlia, o un parente prossimo, ha commesso un incidente stradale. Il sedicente avvocato, che rappresenterebbe la parte lesa, invita quindi l’anziana a chiamare un altrettanto fasullo maresciallo dei carabinieri, per farsi dare conferma del sinistro. Infine questi convince la vittima a ricontattare il legale per giungere ad un accordo, vale a dire a un corrispettivo economico per risarcire la parte lesa dell’incidente fittizio. A questo punto è sufficiente per i truffatori presentarsi alla porta delle loro vittime e con modi garbati ritirare il denaro.

Fortunatamente non sempre il trucchetto riesce, così martedì scorso i due giovani si sono presentati all'appartamento prescelto dopo aver circuito le loro vittime, ma vi hanno tuttavia trovato il figlio stesso, vedendosi dunque costretti a fuggire. Come riferito da Perugia Today, i due giovani fuggiti in auto sono stati ben presto intercettati e una volta riscontrato da parte degli Agenti della Questura che la fisionomomia dei due giovani coincideva perfettamente con quella descritta dalle vittime, i due sono stati tratti in arresto ammettendo immediatamente la propria colpevolezza. Al termine del processo per direttissima svoltosi la mattina di giovedì 15 settembre, per loro il giudice Miliani ha disposto l’applicazione della misura degli arresti domiciliari.

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