Una signora truffata a Verona per «250mila euro» con la scusa della fuga di gas

Vittima del raggiro una signora 67enne. Poco dopo un altro episodio simile in città

Agente della polizia

La questura di Verona riferisce che due truffe sarebbero state perpetrate nell’arco di un’ora, entrambe nei confronti di donne anziane e commesse mediante la tipica scusa della "fuga di gas". A subire un vero e proprio danno economico sarebbe stata solo una delle due signore, ma il valore della merce rubata, questa volta, risulterebbe davvero ingente: la stima iniziale, fornita dalla stessa vittima ai poliziotti, sarebbe infatti di «circa 250mila euro».

La 67enne, secondo quanto riportato dalla polizia, sarebbe stata derubata ieri, giovedì 5 dicembre, intorno alle ore 15, mentre si sarebbe trovata all’interno della sua abitazione in via Zamboni. Ascoltata dagli agenti delle volanti che hanno raccolto la denuncia, la donna avrebbe quindi testimoniato di aver sentito suonare il campanello di casa e di aver fatto entrare un uomo che, con fare molto gentile, avrebbe affermato di «dover controllare l’abitazione a causa di alcune perdite di gas accertate, provenienti dagli appartamenti di quel condominio».

La signora, secondo quanto riferito dalla polizia, a quel punto spaventata dal pericolo prospettatole, avrebbe seguito ogni direttiva impartita da quel presunto "tecnico", tra cui anche quella di raccogliere tutti i gioielli all’interno del frigorifero per evitare che, a contatto con il gas, questi subissero danni. Sarebbe dunque stato proprio con tale scusa che il malvivente sarebbe poi riuscito a raggruppare in unico luogo tutti i beni di valore per quindi, con l’aiuto di un complice, appropriarsene. Durante le fantomatiche verifiche, infatti, un altro sconosciuto, con addosso una targhetta recante scritto «Polizia Municipale», si sarebbe presentato alla porta e, fingendo di essere un collega dell’uomo già all’interno, avrebbe distratto l’anziana consigliandole di aprire le finestre in tutte le stanze della casa. La donna, proprio in quel frangente, secondo quanto riportato dalla questura, non si sarebbe accorta che i due malfattori, nel frattempo, si erano allontanati con tutti i suoi beni.

Solo dopo essersi resa conto che entrambi si erano dileguati senza avvisarla, la 67enne avrebbe dunque iniziato ad insospettirsi e si sarebbe così diretta immediatamente verso il frigorifero, dentro il quale ormai non era più presente alcun gioiello. Una volta preso coscienza della truffa, la donna avrebbe quindi contattato la polizia e, ad una prima stima, valutato e comunicato agli agenti un ammanco di beni del valore supposto compreso tra i «200mila e i 250mila euro».

Secondo episodio in un'ora

Mentre tale truffa si sarebbe consumata, quasi contemporaneamente a San Michele, questa volta in via Zenati, un altro malintenzionato avrebbe utilizzato la stessa scusa della "fuga di gas" per convincere una 79enne ad aprirgli la porta di casa. In questa occasione, fortunatamente, la donna si sarebbe però accorta che qualcosa non andava: ad insospettirla, secondo quanto riportato dalla polizia, sarebbe stato il tesserino velocemente mostrato dall’uomo, recante una foto che non corrispondeva affatto ai lineamenti dell’uomo.

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Diffidente rispetto alle affermazioni di quello che si era presentato, anche in tale circostanza, come un "tecnico", la donna avrebbe quindi deciso di chiedere aiuto ad un vicino di casa. A questo punto il malfattore, con molta probabilità al fine di fuggire prima di essere scoperto, avrebbe spruzzato dello spray urticante per poi dileguarsi. Fortunatamente la vittima, immediatamente soccorsa da personale sanitario e trasportata all’ospedale di Borgo Roma, sarebbe riuscita a superare le difficoltà respiratorie inizialmente riscontrate e, ricondotta in buona salute presso la sua abitazione, avrebbe quindi confermato di non aver subito alcun ammanco.

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