Transessuale ricattava i clienti con i sociali: due casi anche nel veronese

La denuncia di un padovano ha messo fine all'attività di un 34enne filippino, che aveva estorto denaro in sette diverse occasioni e ci aveva provato anche in altre sedici, senza però riuscirci

Se non gli avessero consegnato i soldi da lui richiesti, avrebbe divulgato le loro preferenze sessuali sui social network, ma una vittima ha trovato il coraggio di denunciarlo e alla fine è stato arrestato dai carabinieri del nucleo Operativo della compagnia di Padova. Protagonista di oltre 20 casi accertati di "ricatti a luci rosse" è Jhon Christoper Evangelista Diokno, filippino di 34 anni, transessuale che, da giugno a dicembre 2015, si sarebbe reso responsabile di estorsione nei confronti della propria clientela. Finito in manette a Roma, in zona Eur, è stato poi portato nel carcere di Regina Coeli a disposizione dell'autorità giudiziaria, ma in precedenza si prostituiva a Padova, in zona Savonarola. 

Come raccontato su PadovaOggi, le indagini sono partite da un primo arresto del filippino, il quale veniva contattato tramite il portale web "bakekaincontri" e simili, dopodiché metteva in atto il suo piano di ricatto. Gli investigatori hanno analizzato le sette utenze telefoniche a lui intestate, ricostruendo in che modo fosse solito concordare l'incontro per una prestazione sessuale a pagamento richiesta dal cliente, che se non si presentava all’appuntamento veniva minacciato con richieste di denaro.
La seconda mossa era quella di carpire l'identità della persona tramite Facebook o la chat Whatsapp, per pubblicare poi un'inserzione a sfondo erotico sul sito “bakekaincontri”, con tanto di foto e numero di telefono, che sarebbe stata cancellata solo in cambio di denaro. A volte al filippino non serviva neppure pubblicarla, gli bastava minacciare la vittima di poterlo fare per ottenere una cifra fra i 50 e i 200 euro che si faceva accreditare sulla propria post-pay. 

Il 34enne pubblicizzava la propria "attività di prostituzione" sul web come se fosse una donna e utilizzava diverse tipologie di trappole in cui far cadere le proprie vittime. Ingannati, molti potenziali clienti quindi rifiutavano all'ultimo la prestazione, tra i quali anche alcuni ragazzi che lo avevano contattato per scherzo per un addio al celibato. 

La maggior parte delle vittime sarebbero comunque uomini tra i 35 e i 45 anni, solitamente sposati: uno solo infatti, un padovano che il 13 dicembre 2015 gli aveva consegnato 200 euro, ha trovato il coraggio di denunciarlo. 
Per il momento le estorisioni documentate dai carabinieri sono sette, sedici invece i tentativi non riusciti accertati, due dei quali avvenuti nel veronese. 

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