Tragedia delle Golosine, il colpevole non si dà pace. Voleva morire con la famiglia

L'uomo ha ucciso la moglie, ha cercato di uccidere il figlio e non è riuscito a togliersi la vita. Non pensa ai pesanti capi d'accusa nei suoi confronti, ma si rammarica solo di essere ancora vivo

Non c'è nessun giallo nella tragedia delle Golosine, nessun mistero da risolvere o colpevole da incastrare. C'è solo la triste vicenda umana di un uomo che non sosteneva più la situazione familiare. La moglie non autosufficente a causa di ictus, il figlio autistico, e lui che a 64 anni doveva prendersi cura di tutti da solo e non è riuscito a farlo. Per questo con un coltello ha ucciso la donna e ha cercato di uccidere il figlio mentre dormiva, ma non ce l'ha fatta, come non è riuscito a togliersi la vita.

Davanti all'uomo ora c'è un procedimento penale chiaro, riporta il Corriere. Le accuse sono uxoricidio e tentato omicidio, con le aggravanti dei rapporti familiari, della crudeltà e della premeditazione, quest'ultima suggerita dal biglietto scritto dall'uomo in cui chiedeva scusa per il gesto. Gesto dunque pensato e non scaturito da un raptus improvviso. Ma di questo procedimento penale l'uomo non si cura, mentre è ancora ricoverato insieme al figlio a Borgo TrentoL'unico suo rammarico è quello di non essere riuscito a morire, nonostante i colpi di coltello che si è inferto al ventre.

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