Traforo delle Torricelle, Technital chiede altro tempo. PD: "È tutto grottesco"

L'azienda che guida l'Ati concessionaria dei lavori chiede che si attendi la valutazione di Abertis, ora al timone della Serenissima. Ma per i contrari è una perdita di tempo

Per i contrari è l'ennesima perdita di tempo, perché con gli spagnoli di Abertis alla guida della Serenissima il project financing per il traforo delle Torricelle è arrivato al capolinea, non resta che riscuotere la fidejussione e chiudere il capitolo. Il concessionario dei lavori, l'Ati guidata da Technital invece deve crederci e ha chiesto un'ulteriore proroga fino alla fine dell'anno per l'ultimatum del sindaco scaduto da una settimana. "La giustificazione è la necessità di dare tempo ad Abertis di valutare la proposta di project financing - scrive il capogruppo PD Michele Bertucco - A sostegno della richiesta, attualmente al vaglio degli stessi uffici comunali che si erano già pronunciati per la chiusura del procedimento e l’escussione della fidejussione, il concessionario allega una generica lettera del direttore generale dell’A4 Holding che suona come un educato le faremo sapere".

"Siamo al grottesco - incalza Bertucco - che cosa dovrebbero valutare gli spagnoli della Serenissima e che cosa si attende da loro il concessionario? I 54 milioni del ventilato contributo dell'autostrada non possono in ogni caso venire impiegati per ridurre i costi dell’infrastruttura principale. La speranza, poi, che arrivi il grande gruppo industriale a togliere le castagne del fuoco è semplicemente mal riposta: per essere chiari, se qualcuno vince un concorso, non può mandare poi a lavorare un altro, anche se magari è più bravo di lui. L’intento è palesemente dilatorio: i fatti dicono che l’opera è stata assegnata e affidata nel marzo 2013 al raggruppamento temporaneo di imprese che fa capo a Technital. Il progetto originario è stato giudicato non bancabile dagli istituti di credito. La proposta alternativa di traforo a due tempi è stata giudicata non rispondente ai termini del bando. In tutta questa faccenda la cosa più grave è che l’amministrazione continua a concedere sottobanco proroghe ad un procedimento che formalmente è nel limbo da più di tre anni e mezzo. E si rifiuta di ritirare il denaro della fidejussione versata a garanzia dell'impegno sottoscritto".

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