Traffico di shaboo tra Verona, Modena e Reggio: sgominata banda nigeriana

L'indagine è partita dalla Questura di Modena, che ha messo le manette ai polsi di 7 persone: secondo gli investigatori, la mente dell'operazione era una famiglia residente a Nogara, che si occupava di far arrivare la metanfetamina dal suo paese d'origine

Le indagini della squadra mobile di Modena sono partite dai controlli serrati attuati al Parco XXIII Aprile, grazie ai quali è stato possibile ridurre la vendita al dettaglio di droga e inferire un colpo al traffico di shaboo, la metanfetamina diventata appannaggio della criminalità organizzata. I sequestri di stupefacente messi a segno nell'area verde Modenese, hanno gettato così le basi per l'operazione di polizia che ha raggiunto il suo culmine nella mattinata di giovedì, con il fermo di 7 cittadini nigeriani, 4 dei quali residenti nel Veronse. 
Gli investigatori della Questura emiliana infatti, nelle ultime settimane hanno monitorato i movimenti degli stranieri e intercettato le loro conversazioni, portando così alla luce l'esistenza di un'organizzione criminale dedita allo spaccio e ben ramificata sulle province di Verona, Modena e Reggio Emilia.

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Come informano i colleghi di ModenaToday, la famiglia considerata la mente del sodalizio risiedeva a Nogara. Si tratta di una coppia di cittadini nigeriani, regolari in Italia e con figli, che si occupava di far arrivare lo shaboo dal loro paese d'origine e di distribuirlo attraverso i propri contatti. A complicare il lavoro delle forze dell'ordine ci ha pensato anche l'accortezza delle persone coinvolte, particolarmente attente nel trasporto e nel comunicare tra loro usando soprannomi femminili per depistare eventuali intercettazioni. La metanfetamina infatti veniva trasportata da "taxisti" occasionali (amici degli spacciatori) e scambiata ai caselli autostradali o direttamente presso l'abitazione dei nigeriani affiliati all'organizzazione.

IL VIDEO DELL'OPERAZIONE

Queste contromisure però non sono bastate ai criminali per trarre in inganno le forze di polizia, coordinate dal sostituto procuratore modenese Graziano, che nella mattinata del 19 aprile hanno messo le manette ai polsi degli spacciatori, temendo che potessero lasciare il paese. In arresto dunque sono finiti T.I.I. di 42 anni, E.E. di 42 anni, P.M. di 39 anni, S.O. di 37 anni, tutti fermati nel veronese; T.U. di 38 anni intercettato a Modena; C.A. di 35 anni a Reggio Emilia e M.O. di 38 anni a Terni.

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Complessivamente la Squadra Mobile ha sequestrato oltre 5 kg di shaboo, 2,6 dei quali sono stati trovati a Nogara. 
Ulteriori indagini saranno necessarie per scandagliare a fondo il canale di approvvigionamento. Lo shaboo veniva Infatti importato direttamente dalla Nigeria e i proventi dello spaccio mese venivano reinvestiti in immobili e terreni in the nel paese africano, consentendo così alla famiglia residente nel veronese di acquistare potere e peso sociale nel paese d'origine, dov'è il guadagno della vendita di un semplice grammo di metanfetamina equivale due mesi di stipendio medio della popolazione.

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