Al rientro dalle vacanze, prova dei fatti per la Giunta Tosi su Traforo e Arsenale

Sono i due grandi progetti, le opere pubbliche che finora non sono mai decollate, ma sulla base delle quali il sindaco Tosi si giocherà molta della sua credibilità politica. Autunno caldo in vista dunque per l'amministrazione comunale

Un tempo gli anziani, e forse ancora oggi, quando si trattava di rimproverare i propri nipoti, lo facevano magari ricordando loro che "prima o poi tutti i nodi vengono al pettine". Nonostante il taglio alla marines che lo contraddistingue, pare giunto il momento anche per il sindaco Flavio Tosi di inverare a sua volta quel vecchio motto di saggezza popolare. La sua amministrazione, infatti, si troverà il prossimo autunno a dover sostenere la fatidica prova dei fatti, su alcuni di quelli che possono ragionevolmente essere ritenuti gli interventi capisaldo della sua attività politica nella città di Verona.

Si tratta ovviamente del noto traforo delle Torricelle, con l'annesso progetto di attivazione di due linee di Filosbus elettrico, così come pure il piano di riconversione dell'ex Arsenale. Tutto ancora fermo al momento, con l'accumularsi di rinvii, progetti da aggiornare e questioni da affrontare in merito ai finanziamenti necessari per realizzare le grandi opere. Ad ogni modo, dopo le vacanze estive, per la Giunta Tosi si tratterà di affrontare sin da subito alcuni passagi determinanti all'interno del Consiglio Comunale, riguardanti proprio questi progetti di cui finora si è soprattutto soltanto parlato molto.

Per quanto riguarda il Traforo, nel frattempo è tornato a proporsi per l'appalto filovia Rizzani de Eccher, dopo il fallimento di Apts che avrebbe dovuto inizialmente mettere a disposizione il mezzo di locomozione. La società friulana di costruzione d'opere pubbliche, era giunta seconda al bando e ora si attende che i tecnici di Amt verifichino l'idoneità eventuale del mezzo fornito attualmente dalla ditta svizzera Hess Carrosserie, la quale era subentrata proprio a Atps. La Rizzani de Eccher ha recentemento richiesto di essere tenuta aggiornata sull'evolversi della situazione, dato l'interesse a subentrare a sua volta qualora si presentasse l'occasione.

Altro capitolo spinoso riguarda invece l'ex Arsenale austriaco e la sua riconversione in un centro da adibire a diverse mansioni: dalle attività culturali a quelle commerciali gestite da privati. Anche in questo caso coinvolta a pieno titolo, sempre la Rizzani de Eccher che tuttavia avrebbe da tempo dovuto presentare, così come riferito gli scorsi giorni anche dall'Arena, la sua proposta aggiornata per il piano di ristrutturazione del complesso, dopo che il Comune aveva richiesto alcune modifiche. La richiesta principale da parte di Palazzo Barbieri era quella di ridurre i tempi della concessione dell'area ai privati, dai 99 anni pensati inizialmente fino ad 80 circa. Oltre a ciò era stato richiesto inoltre che venisse ridotto del 30 % lo spazio da costruire per demandarne poi la gestione agli stessi privati, quindi adibita per il sorgere di negozi, ristoranti e boutique d'alta moda. Il progetto aggiornato, richiesto dal Comune a gennaio, latita e finché non perverrà nelle mani dei tecnici comunali tutto è destinato a restare fermo. Ma si sa che anche in questo caso, prima o poi, tutti i nodi dovranno venire al pettine.    

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