L'andata della serie B si chiude con 18 tifosi denunciati a Verona, 5 sono dell'Hellas

In un caso un tifoso del Pescara, mentre veniva filmato da un agente della polizia scientifica ha persino cercato di colpirlo con un'asta attraverso la cancellata

tifosi e polizia allo stadio - immagine d'archivio

Grazie anche all’impianto di video-sorveglianza realizzato allo stadio Bentegodi, sono in tutto 18 i tifosi finora segnalati dalla Digos scaligera all’Autorità Giudiziaria nel girone di andata del Campionato di Serie B 2018/2019. Tutte le segnalazioni sono arrivate a seguito di vari reati, quali l’utilizzo di petardi, l’esposizione di striscioni recanti ingiurie, il travisamento in luogo pubblico, la violazione della prescrizione dell’obbligo di firma e l’utilizzo di oggetti contundenti. Tra quelli segnalati, 5 sono tifosi dell’Hellas Verona e 13 appartenenti a tifoserie ospiti.

Per tutti i tifosi segnalati, il Questore di Verona Ivana Petricca ha avviato il procedimento amministrativo per inibirgli in futuro l’accesso agli stadi nel corso di manifestazioni sportive.

Tifoso del Pescara filmato e sanzionato

Tra i vari episodi, si segnala quello che ha visto coinvolto un ultras del Pescara, distintosi in occasione della partita disputata al Bentegodi il 17 dicembre dello scorso anno tra le formazioni dell’Hellas Verona e del Pescara. In quella circostanza, durante le fasi di deflusso della tifoseria ospite dagli spalti del settore di curva nord, un gruppo composto da una cinquantina di ultras pescaresi, richiamati dai cori di scherno urlati a gran voce dai supporters scaligeri nei pressi del vicino chiosco, anziché dirigersi verso il parcheggio loro riservato, si erano posizionati all’interno del vallo a ridosso della recinzione che delimita il settore assegnatogli.

Poco dopo, un tifoso biancoceleste, nascostosi il viso con la sciarpa della squadra pescarese e con il cappuccio del giubbotto, aveva prima cercato invano di scavalcare la recinzione esterna dell’impianto per raggiungere gli avversari e, subito dopo, accortosi della presenza di un’operatrice della polizia scientifica intenta a filmare, aveva cercato più volte, attraverso la cancellata, di colpirla con un’asta, verosimilmente per farla desistere da ulteriori riprese video per lui compromettenti.

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