Test di Medicina a Verona: come è andato il quiz per 1400 candidati dell'ateneo scaligero

L'8 settembre si è tenuto il test d'ammissione ai corsi di laurea di Medicina e di Odontoiatria dell'Università di Verona. Intanto il governatore Zaia è sempre più contrario al numero chiuso

Martedì 8 settembre si è svolto all'ateneo di Verona il test di ammissione per 1376 aspiranti medici e odontoiatri. Per i primi, i posti a disposizione sono 180, per i secondi solo 15. 100 minuti per rispondere a 60 quesiti di chimica, biologia, fisica, logica matematica e cultura generale. Eppure, come racconta L'Arena, sono gli stessi candidati ad affermare che una certa scrematura ci vuole.

In tutto questo, il governatore Zaia, dopo aver appoggiato i manifestanti contro il numero chiuso e dopo aver fatto gli auguri ai candidati al test di medicina di ieri, è tornato nuovamente sulla questione.

Le indiscrezioni sul contenuto dei quiz per l’accesso a Medicina confermano che siamo di fronte a un sistema da terzo mondo. Che cosa c’entra ad esempio la politica con la formazione di un medico?”. Lo dichiara il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, da sempre contrario al numero chiuso per l’accesso agli studi universitari e al sistema utilizzato per la selezione.

“Prima del numero chiuso e dei quiz – incalza Zaia – le nostre Università hanno prodotto grandissimi medici e ricercatori, capitani d’industria, professionisti straordinari in tutti i campi, dall’economia, all’ingegneria, all’architettura e chi più ne ha più ne metta. E tutti partivano alla pari e dimostravano sul campo le proprie capacità. Si abbia il coraggio di chiedersi – aggiunge il Governatore – quante potenziali figure come queste rimarranno oggi tagliate fuori per colpa di un quiz dalla possibilità di dimostrare il loro valore; e si abbia il coraggio di ammettere che, con questo assurdo sistema di selezione, le nostre Università rischiano, anzi hanno la certezza, di escludere tanta, troppa gente in gamba”.

Zaia pone l’accento anche su “un altro pericolo che si corre con questo sistema demenziale: tra quelli che passeranno aiutati più dalla fortuna che dalla loro preparazione ci saranno i bravi e i meno bravi, ma dal momento dell’ammissione tutti andranno avanti, così come molti meritevoli resteranno fuori. Siamo proprio sicuri che arriveranno alla fine davvero solo i più bravi? Io no”.

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