Terremoto: a San Bonifacio scuole sicure, ma c'è un limite

Le strutture non sono a rischio, però soltanto fino al 6° grado della scala Richter. Ancora inagibile la palestra di via Roma

"Fortunatamente, le scuole sambonifacesi non presentano rischi statici immediati e possono resistere a sismi fino al sesto grado della scala Richter. L’unica parte inagibile è la palestrina al primo piano della scuola di via Roma". Così il sindaco di San Bonifacio, Antonio Casu, tranquillizza i genitori degli studenti, dopo aver avuto rassicurazioni dai tecnici che hanno anticipato verbalmente al primo cittadino i risultati dei rilievi di seconda fase sulle strutture comunali.

"Era stato fatto uno studio, chiamato 'Indagine di livello zero', già prima che avvenissero le scosse sismiche che ci hanno allarmato, per conoscere la situazione dei nostri edifici scolastici, basandoci anche su un indirizzo preciso della Regione. Un’analisi strumentale seguita da studi approfonditi è servita a fornire una panoramica degli edifici comunali. Da questa prima indagine è risultato che un edificio non corre nessun rischio, altri sono lievemente in pericolo, alcuni hanno un rischio medio e tre sono considerati a rischio grave", spiega il sindaco Casu, che prosegue: "Dopo il terremoto con epicentro nel Modenese, ogni mattina prima di aprire le scuole andavamo a verificare la situazione di questi tre edifici ed eravamo molto preoccupati. A tal punto da indurmi a scrivere due lettere al presidente del Consiglio Mario Monti a febbraio ed in giugno, chiedendo di poter derogare dal patto di stabilità per utilizzare l’avanzo di bilancio per sistemare almeno queste tre scuole e ricevendo risposta negativa. In sostanza, il dipartimento di Protezione civile della presidenza del Consiglio ci scriveva che il patto non poteva essere derogato e che ci arrangiassimo, poiché, pur essendo d’accordo sulle nostre valutazioni, avevano ricevuto il veto da parte del ministero delle Finanze per spese extra patto. Era dunque doveroso approfondire l’esame della situazione reale dei nostri edifici a rischio grave per comprendere che garanzie di agibilità offrivano".

Un ulteriore studio più approfondito chiamato 'Indagine di livello uno' sulle scuole in questione, elementare Sandri in via Roma, media Bonturi Piubello di via Fiume ed elementare Negri a Locara, effettuato durante le vacanze estive su ogni parete e pilastro per stabilire il grado di sisma sostenibile, ci ha tranquillizzati. Infatti, dalla relazione anticipatami verbalmente dall’ingegner Paolo Soardo, componente della Commissione sismica regionale incaricato della perizia, risulterà che le tre scuole rimangono catalogate a rischio sismico grave per le modalità costruttive ed i problemi che hanno, però sono in grado di sostenere un livello di scosse che non si sono ancora verificate nella nostra zona", specifica il primo cittadino di San Bonifacio, "dandoci la tranquillità di poter rendere agibili le scuole per la situazione statica in cui sono, mentre in una situazione dinamica superiore a magnitudo Richter sei, pari all’epicentro del terremoto a L’Aquila, non abbiamo garanzie totali in nessuno degli immobili".

Ed il sindaco Antonio Casu conclude: "L’unica zona che saremo costretti a rendere inagibile sarà la palestrina al primo piano della scuola Sandri in via Roma, che ha problemi di controsoffittatura e soffittatura. Io, comunque, continuerò a battermi perché il governo ci permetta di fare i lavori necessari per la messa a norma". 

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