Alta Velocità Verona-Brescia: qual è l'attuale situazione del progetto ferroviario?

Va avanti a fatica il progetto della Tav Brescia-Verona-Vicenza-Padova, in particolare per il blocco nell'area veronese, in parte dovuto dalla bocciatura del Ministero dell'Ambiente al piano di Cepav2, che realizzerà l'opera

Il progetto della Tav Brescia-Verona-Vicenza-Padova sembra arrancare, soprattutto a Verona. A luglio è arrivata una bocciatura dal Ministero dell'Ambiente sul piano proposto dal consorzio Cepav2, incaricato di realizzare l'opera, ma non solo questo sta causando ritardi. Una delle zone rimaste più indietro è quella tra Peschiera del Garda, Castelnuovo del Garda, Sommacampagna e Sona, ma il nodo di Verona è ben lontano da un progetto definitivo.

Come riferisce il quotidiano L'Arena, il ministero delle Infrastrutture dovrebbe essere prossimo a completare la propria istruttoria da inviare al Cipe, cioè al Comitato interministeriale di programmazione economica, relativa alla tratta del Garda. Il documento dovrebbe contenere tutte le richieste, i pareri, le osservazioni e le proposte dei comuni interessati. Tutto ciò è finalizzato a ottenere la delibera di approvazione del progetto definitivo, con la quale si può passare agli espropri dei terreni e alla costruzione dell'infrastruttura. Tra le proposte dei comuni, quella di utilizzare due binari della linea ferroviaria storica e la costruzione di un terzo solo in particolari punti, per ridurre l'impatto sul territorio. A predisporre questo studio tecnico, diversi comuni da Desenzano a Sona, compreso anche Sommacampagna.

Un altro problema è il fatto che il nodo di Verona, dal confine con Sona a San Martino Buon Albergo, passando per l'interporto Quadrante Europa, la stazione di Porta Nuova, è ancora alla fase preliminare del progetto. Invece, da San Bonifacio a Vicenza le cose procedono bene, visto anche il protocollo d'intesa firmato da San Bonifacio, Belfiore e Lonigo, le Province di Verona e di Vicenza, la Regione e Rfi. Grazie a questo documento, il tracciato della Tav non passerà più dal centro di San Bonifacio, ma sulla Strada Porcilana. Per rendera definitiva la modifica al tracciato, manca solamente la firma del ministro delle infrastrutture Graziano Delrio.

Tra buone e cattive notizie, il presidente di Transpadana, comitato promotere della Tav, Franco Miller, affida a L'Arena le proprie preoccupazioni: "Dopo la rimozione del direttore generale del ministero Ercole Incalza, il Cipe non si è più riunito. Pertanto non c'è stato l'inizio dei lavori previsto a fine giugno per la tratta Brescia-Verona per la quale erano stati stanziati anche 1.500 milioni di fondi condivisi che potrebbero essere a rischio se non utilizzati. Un ulteriore rallentamento potrebbe essere determinato da Brescia, dove il sindaco ha chiesto una variazione del tracciato. Nulla sappiamo del nodo di Verona e avere notizie non è facile. Il Consorzio Cepav 2 è pronto per aprire i cantieri ma se il Cipe non si riunisce le opere non vanno avanti".

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