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Tares approvata a Verona, si spende il 20% in più in tre rate

Risulterà applicato l'aumento del 4% che andrà al Comune, e il balzello di 30 centesimi al metro quadrato dell'abitazione che andranno nelle casse dello Stato. I pagamenti andranno effettuati a fine settembre, novembre e dicembre

La Redazione 5 luglio 2013
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Arriva la Tares, tassa per rifiuti e servizi. E le indiscrezioni sull'eventuale stangata si rivelano reali. Il Consiglio comunale di Verona ha infatti approvato con il regolamento comunale per l’istituzione e la disciplina del tributo, in vigore dal primo gennaio 2013. Se la parola "tassa" è già invisa, l'aumento ipotizzato la farà proprio odiare. Si tratterebbe di un 20% in più rispetto a quella attuale, la Tia, Tariffa di igiene ambentale. Saranno tre le rate da pagare entro l'anno, e siamo già a luglio, quindi i tempi si restringono. Dopo la decisione a Palazzo Barbieri, risulterà applicato l'aumento del 4% che andrà al Comune, e il balzello di 30 centesimi al metro quadrato dell'abitazione che andranno nelle casse dello Stato. Sono state inoltre affidate ad Amia le attività di gestione del tributo per l’anno 2013 con la formazione e adozione di tutti gli atti necessari: dagli avvisi di pagamento alle eventuali controversie. La Tares potrà tuttavia variare a seconda del numero di residenti dell'appartamento e dovrà essere saldata in due rate al Comune (il 30 settembre e il 30 novembre) e l'ultima, al 30 dicembre per lo Stato. Arriveranno dunque tre bollette, che, almeno secdono quanto sta cercando di fare l'Amia, arriveranno in un un'unica soluzione dentro una busta del Comune.

MICROCHIP E PANNOLINI - Il Consiglio comunale ha approvato la Tares con i 20 voti favorevoli della maggioranza, i tre voti contrari del Movimento 5 Stelle e i nove astenuti di centrosinistra (Pd e Sel) e, Gruppo Misto. Sono stati accolti dall’amministrazione gli emendamenti presentati dai consiglieri del Pd, riguardanti l’estensione delle riduzioni del tributo a "strutture sociali e sociosanitarie, onlus e associazioni di volontariato iscritte al registro regionale di volontariato" alle "botteghe storiche situate in tutto il territorio del comune di Verona" (che si stima sia attorno al 50%) e una "quota variabile del tributo per i negozi con vendita di prodotti al dettaglio con area dedicata alla vendita dei soli prodotti alla spina in quanto contribuiscono alla riduzione della produzione di rifiuti da imballaggio" dove la riduzione potrebbe attestarsi fino all'80%.

Passa anche l'emendamento dei grillini riguardante la verifica sulla effettiva e corretta pratica del compostaggio domestico e dell’utilizzo di pannolini lavabili, per cui è prevista uno sconto sulla quota variabile del 20% e una multa del 50% in più per coloro che dichiarano falsamente di utilizzarli. Approvato anche un ordine del giorno, sempre a firma 5 Stelle, che vuole "indirizzare Amia ad implementare un sistema per la tariffazione puntuale del rifiuto secco prodotto incentivando la raccolta differenziata". In pratica è possibile che vengano installati microchip nei bidoni e sui sacchetti con i codici dei cittadini. “La tariffa che applica Amia è la più bassa rispetto a quella dei comuni limitrofi - ha detto Alberto Zelger di Civica per Verona – soltanto la città di Brescia applica un tributo più basso perché è presente l’inceneritore. Possiamo quindi vantarci di aver offerto un buon servizio ai cittadini. Bisogna inoltre riflettere sul fatto che tutti spingiamo sulla raccolta porta a porta, anche se comporta delle difficoltà di gestione per alcune famiglie e anche se talvolta non porta grandi aumenti sulla quantità di rifiuti differenziati. Sarebbe forse meglio puntare su una maggiore educazione dei cittadini, anche attraverso le scuole, e sulla sensibilizzazione delle aziende a produrre materiali ed imballaggi sempre più riciclabili".

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"TARIFFA ONESTA" - “La tariffa che applica Amia è la più bassa rispetto a quella dei comuni limitrofi - ha detto Alberto Zelger della lista "Civica per Verona" – soltanto la città di Brescia applica un tributo più basso perché è presente l’inceneritore. Possiamo quindi vantarci di aver offerto un buon servizio ai cittadini. Bisogna inoltre riflettere sul fatto che tutti spingiamo sulla raccolta porta a porta, anche se comporta delle difficoltà di gestione per alcune famiglie e anche se talvolta non porta grandi aumenti sulla quantità di rifiuti differenziati. Sarebbe forse meglio puntare su una maggiore educazione dei cittadini, anche attraverso le scuole, e sulla sensibilizzazione delle aziende a produrre materiali ed imballaggi sempre più riciclabili".

Flavio Tosi
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1 Commenti

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  • Avatar anonimo di Vincenzo Genovese

    Vincenzo Genovese Il consigliere della Lista Tosi sbaglia nel dire che il "porta a porta" non aumenta la percentuale di raccolta differenziata. Nei comuni dove viene applicata si raggiungono percentuali superiori all'80% con benefici anche per la riduzione in quantità di rifiuti. Queste considerazione sono riportate con dati nel nuovo Piano dei Rifiuti della Regione Veneto. Vincenzo Genovese

    il 5 luglio del 2013