Tragedia del bus ungherese. "Con guardrail adeguati si sarebbe evitata"

A dichiararlo è il presidente dell'Associazione italiana familiari e vittime della strada Alberto Pallotti: "Le autostrade ha utili consistenti, li reinvestano in sicurezza"

Il pilone dell'autostrada contro cui è andato a sbattere l'autobus (Foto Claudio Martino)

"C'eravamo anche noi. Appena abbiamo saputo quello che era successo, siamo andati a cercare di portare conforto e sostegno alle vittime".

A scrivere è Alberto Pallotti, veronese e presidente dell'Aifvs, Associazione italiana familiari e vittime della strada. Pallotti racconta quello che lui e altri volontari hanno visto, in questi giorni sconvolti dalla tragedia del pullman ungherese andato a fuoco sulla A4: "Scene apocalittiche. I ragazzi erano sconvolti, feriti, scalzi, in lacrime, inconsolabili. Le famiglie arrivavano in triste processione a cercare i loro figli feriti o peggio deceduti. Corpi carbonizzati, fiamme altissime, urla disperate, le scene raccontate dai soccorritori sono spaventose. Servirà molto tempo per metabolizzare questa immane tragedia, forse non ce la faremo mai. La peggiore strage stradale della storia di Verona".

"Una tragedia che poteva essere evitata", questo è l'atto d'accusa di Pallotti, fermo nel ritenere inadeguati i guardrail che avrebbero dovuto impedire al bus di finire contro il pilone dell'autostrada. "A cosa servono i guardrail se non ci proteggono? - si chiede Pallotti - Per le autostrade si prevede una barriera laterale con il massimo potere di assorbimento e riduzione della velocità. Da un nostro sopralluogo, abbiamo potuto constatare che le barriere che erano istallate prima dell'incidente e anche quelle che hanno ricostruito sono completamente inadeguate per tenere l'urto con un mezzo pesante lanciato alla velocità massima consentita. I casi sono 2: o le barriere non erano a norma e il progettista ha scelto non correttamente i sistemi di ritenzione adeguati oppure la norma è sbagliata, e ha responsabilità chi l'ha scritta. Non ci sono altre possibilità, sono morti 16 ragazzi, una strage assurda quanto evitabile".

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"Si cercherà di puntare il dito contro l'autista, la velocità, il colpo di sonno, l'incendio o le cattive condizioni del mezzo - conclude il presidente dell'Aifvs - E ci si dimenticherà probabilmente che qualche testimone ha riferito che l’autobus aveva dei problemi già da diversi chilometri. Chi parla di sbandamento dovuto ad una ruota, chi parla di fumo che fuoriusciva dal veicolo già prima dello scontro. È difficile quindi ipotizzare che l’autobus fosse lanciato ad una velocità folle, tale da impedire a qualsiasi sistema di ritenzione di assorbire quel genere di urto. E dobbiamo rilevare che in questo caso il guardrail, paradossalmente, ha trattenuto il mezzo pesante per una ventina di metri per poi spaccarsi, incanalandolo proprio contro il pilone del viadotto. Di conseguenza, in questo caso il guardrail ha avuto la funzione di indirizzarli in un vicolo cieco senza uscita, diventando per loro il binario della morte. E c’è anche da rilevare che gli adeguati sistemi di ritenzione non prevedono minimamente la protezione del traffico cosiddetto leggero a due ruote. Se un motociclista per esempio cadesse e finisse contro il guardrail non avrebbe scampo. Lo abbiamo detto decine, centinaia di volte, l’hanno detto e scritto dovunque, eppure la situazione non cambia mai. Ad Avellino, attualmente è in corso un processo per la morte di 40 persone cadute con un autobus da un cavalcavia, la strage dell’A16, per il cedimento di un jersey inadeguato a sostenere il peso di un autobus. Sono passati anni, la verità deve emergere, stiamo assistendo ad un rimbalzo di responsabilità, si va verso la prescrizione per molti dei capi di imputazione. Pensate forse che per questo incidente sarà diverso? Qui abbiamo l'opportunità, rara, di cambiare le cose, perché ricordo che sulle autostrade ogni pilone di cavalcavia è protetto da guardrail stuzzicadenti in confronto al traffico pesante. E anche quello che hanno ricostruito nel punto della tragedia è uguale al precedente, pronto per essere abbattuto da un altro autobus. Le autostrade sono a pagamento, e hanno utili consistenti. Che li reinvestano nella sicurezza, nei controlli di velocità, visto che il tutor non funziona".

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