Spacciavano eroina e marijuana: otto richiedenti asilo finiscono in manette

I soggetti arrestati sono ritenuti responsabili di un'intensa attività di spaccio di droga che vedrebbe coinvolte diverse province, tra le quali anche quella veronese

Eroina - immagine d'archivio

La polizia di Trento ha arrestato otto richiedenti asilo di origine centroafricana ritenuti responsabili del traffico di sostanze stupefacenti tra le città di Trento, Rovereto, Verona, Vicenza e Ferrara. L'operazione, condotta dalla squadra mobile e denominata "Predatori", ha portato alla luce un vasto traffico di droga gestito da persone giunte in Italia come richiedenti asilo per motivi politico-umanitari o di protezione sussidiaria.

La rete, secondo le parole riportate dall'Ansa del vice questore Salvatore Ascione, era in grado di intercettare la maggior parte dei tossicodipendenti presenti in Trentino. Le sostanze stupefacenti, in particolare eroina e marijuana, erano smerciate a Trento, in particolare piazza Dante, piazza Santa Maria Maggiore e il parco delle Albere.

Gli spacciatori utilizzavano Whatsapp per comunicare tra loro. Nel traffico erano coinvolti anche alcuni tossicodipendenti, che facevano da tramite con gli acquirenti e consegnavano la droga in luoghi non soggetti a controllo della polizia. L'operazione ha preso il via nei primi giorni di marzo: 12 in totale i richiedenti asilo denunciati, mentre agli arresti sono finiti otto di loro lo scorso 16 aprile.

Due i punti di forza dell'organizzazione stando a quanto riportato anche da TrentoToday: la rete creata con i consumatori locali, alcuni anche delle valli. Una clientela quindi "fidelizzata" che garantiva entrate costanti e soprattutto permetteva di fissare i luoghi dello scambio lontano da occhi indiscreti. In secondo luogo il fatto, per alcuni degli arrestati, di non risiedere stabilmente in Trentino faceva loro pensare di poter eludere più facilmente i controlli.

Controlli che, invece, sono stati rafforzati in collaborazione con la polizia ferroviaria, su treni e pullman a lunga percorrenza, arrivando così ad intercettare molti "pendolari", sia tra i clienti che tra i venditori. Le sostanze in questione erano prevalentemente eroina e marijuana. Gli inquirenti non hanno reso nota, finora, la quantità complessiva di sostanza sequestrata nel corso di 11 perquisizioni personali.

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