Immigrati ospiti a Costagrande e spacciatori ai Bastioni, Tosato: "Situazione fuori controllo"

Il Senatore della Lega Nord Paolo Tosato ha presentato un'interrogazione parlamentare nella quale denuncia i numerosi casi di richiedenti asilo ospitati a Costagrande e trovati sui Bastioni a spacciare droga. Ma il problema non è forse solo di ordine pubblico, bensì politico

Arresto ai Bastioni per spaccio di droga

Lo spaccio di droga in zona Bastioni a Verona non è mai stata una grande novità, e in questi ultimi mesi gli arresti effettuati dalle forze dell'ordine segnalano la recrudescenza di un fenomeneno che si è ben lontani dal veder scomparire. Gli ultimi episodi in ordine di tempo si sono verificati nel weekend appena trascorso: due cittadini del Gambia di 27 e 21 anni, entrambi domiciliati presso il centro di accoglienza Costagrande di Grezzana, sono stati sorpresi a spacciare hashish. I due, dopo un breve corpo a corpo con i carabinieri, sono stati arrestati e portati in cella. Avevano 10 grammi di "fumo" e 70 euro in contanti. Dopo la convalida entrambi dovranno quotidianamente presentarsi a firmare in caserma a Grezzana in attesa del processo.

Un altro episodio molto simile era avvenuto il primo giorno dell'anno nuovo, quando i carabinieri di Verona avevano messo le manette ad un altro profugo ospitato a Costagrande, con le accuse di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. Si trattava di Amadou Jallow, classe 1996 e originario del Gambia, incensurato, il quale si trovava in compagnia di altri connazionali sempre sui bastioni di Verona. Due giorni prima un altro fatto simile, e si potrebbe continuare abbastanza facilmente.

Dinanzi a un simile scenario, che fare dunque? Da un lato è evidente che se alcuni richiedenti asilo, ed è bene stare attenti ai numeri dato che a Costagrande gli ospiti sono circa 500, si trovano a compiere atti illeciti come spacciare droga, ebbene tutto questo non può che alimentare un clima a dir poco ostile nei confronti dei migranti, molti dei quali sono e restano tuttavia delle persone per bene, in difficoltà e che necessitano di un aiuto effettivo. Ma tutto ciò dimostra anche che evidentemente qualcosa non funziona nei programmi di accoglienza, e si tratta di una questione che, al di là di Costagrande, ha le sue radici a livello nazionale.

E a cogliere la palla al balzo a livello nazionale, non ci ha pensato due volte in queste ore il Senatore della Lega Nord Paolo Tosato, il quale ha deciso di presentare un'interrogazione parlamentare in merito a quella che definisce una "situazione fuori controllo": "Avevamo denunciato nei giorni scorsi il pericolo che i presunti profughi, ospitati a spese dei cittadini a Costagrande, fossero stati reclutati dalla criminalità organizzata dedita allo spaccio di stupefacenti. Gli arresti di ieri (sabato ndr) di altri due richiedenti asilo provenienti dal Gambia sui bastioni di Verona sembrano purtroppo darci ragione".

"Ho già presentato un'interrogazione parlamentare per chiedere l'espulsione di questi delinquenti che si spacciano per profughi. Ma non basta. Ci vogliono norme più severe - ha poi concluso il segretario cittadino della Lega Nord di Verona - ci auguriamo che il nuovo Ministro dell'Interno Minniti sappia fare meglio del disastroso Alfano. Qualche timido segnale di discontinuità sembra esserci ma ora servono azioni concrete. Verona non può più aspettare". Tutto legittimo, verrebbe da dire, se non fosse che il Senatore Paolo Tosato appartiene esattamente a un partito che a Verona, fino a poco tempo fa quando vi fu la rottura tra il Sindaco Tosi e la Lega Nord appunto, ha governato la città per parecchi anni. E come detto il problema dello spaccio di droga, specie ai Bastioni, ha una storia lunghissima e piuttosto triste a dir il vero.

Le fortificazioni di Verona, la sua meravigliosa cinta muraria, sono un patrimonio storico-artistico di enorme portata, la cui importanza è grande almeno tanto quanto è stato il pressoché totale disinteresse da parte delle autorità cittadine fino ad oggi nei loro confronti. Si tratta di aree verdi che la cittadinanza avrebbe il diritto, e forse anche il dovere, di vivere in prima persona con passione ed ammirazione. Non sono mancati, specie nell'ultimo periodo alcuni tentativi di rivalutazione in questo senso, ma purtroppo ancora troppo timidi. E questo perché è assente una progettualità a lungo termine nei confronti di vaste aree meravigliose che purtroppo continuano ad essere percepite come zona franca per la criminalità, invece che luoghi di piacere e divertimento per famiglie, bambini, giovani e anziani. Inasprire le pene per gli spacciatori o espellere i richiedenti asilo che commettono reati va benissimo, ma se poi certi luoghi non vengono "vissuti" dai cittadini, restando nella penombra (e non solo in senso metaforico) della vita attiva degli abitanti di Verona, vi sarà sempre qualcuno che occuperà questi spazi per compiere attività illecite, immigrati o Italiani che siano. E la campagna elettorale per eleggere il nuovo Sindaco di Verona oramai prossima a partire, inevitabilmente, dovrà farsi carico anche di questo tipo di problemi, al di là di ogni facile, troppo facile, scaricabarile. 

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