Soccorso alpino veneto, i dati del 2016. Più di mille persone soccorse

Per l'esattezza sono 1.006, aiutate in 925 missioni, di cui 36 partite da Verona. Tante ancora le persone che si avventurano in montagna senza preparazione

Si è tenuta a Venezia, a Palazzo Ferro Fini, ieri, 28 marzo, la presentazione dei dati sull'attività e gli interventi del soccorso alpino e speleologico veneto del 2016. Presenti gli assessori regionali alla protezione civile Gianpaolo Bottacin e alla sanità Luca Coletto.

Le missioni eseguite l'anno scorso in tutta la regione sono state 925 (di queste 36 sono della stazione di Verona), il 5% in più rispetto al 2015. 1.006 le persone soccorse, di cui 388 (quindi quasi il 40%) tratte in salvo illese. 54 invece le persone decedute, mentre cresce rispetto all'anno scorso il numero di feriti (562). Costanti gli incidenti in pista.

La maggior parte degli interventi (quasi un terzo) sono dovuti a cadute, poi vengono la perdita dell'orientamento e il malore. Tante sono le persone che si avventurano in montagna senza un'adeguata preparazione e questo provoca ancora molti incidenti.

I mesi estivi principalmente estivi (luglio e agosto) sono quelli in cui si registra il maggior numero di interventi. E infine, sulla nazionalità delle persone soccorse, la maggior parte è ovviamente italiana (787 su 1.006), mentre gli stranieri soccorsi provengono soprattutto da Germania, Polonia e Repubblica Ceca.

"Ringrazio il soccorso alpino per il lavoro quotidiano complementare a tutte le forze in campo - ha sottolineato Bottacin - Il soccorso alpino in ambito impervio e ostile, la protezione civile nell'antincendio, i vigili del fuoco nelle emergenze tecniche e urgenti, per una sinergia ancora più efficace". Mentre l'assessore Coletto ha ringraziato la componente sanitaria, i medici e i paramedici, evidenziandone la funzione precisa e mirata.

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