Siccità, scintille tra Veneto e Trento. Le piogge non guariscono l'Adige

Acceso scambio di parole tra l'assessore trentino Gilmozzi e quello veneto Bottacin per il rilascio a monte di acqua dagli invasi al ritmo di 80 metri cubi al secondo

Non è la fine di una collaborazione necessaria per la gestione di un'emergenza oggettiva, ma è la dimostrazione che il problema della siccità è tutt'altro che risolto. Le piogge di questa primavera hanno alleviato il peso che però ancora grava in Trentino e in Veneto, perché il livello dell'Adige è sempre preoccupante.

È stato acceso lo scambio di parole tra i due assessori Italo Gilmozzi e Giampaolo Bottacin, il primo della provincia autonoma di Trento e il secondo della Regione Veneto. Per aiutare il Veneto, dal Trentino è stata rilasciata acqua dagli invasi al ritmo di 80 metri cubi al secondo. Ma la solidarietà ha un limite e a Trento pare non siano giunte voci di grossi miglioramenti in terra veneta. "I grafici certificati dimostrano che la portata nell'Adige a Boara Pisani, dove era stato chiuso l'acquedotto, è salita da 20 a 110 metri cubi al secondo - ha replicato Bottacin tramite Ansa - Noi questo inverno, quando non c'era neve abbiamo tirato la cinghia, imponendo ai gestori di non usare tutta l'acqua dei bacini per l'energia. Non risulta che a Trento abbiano fatto altrettanto".

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