Scuole aperte o scuole chiuse? Sindaci in ordine sparso e polemiche

Con un messaggio, il prefetto Salvatore Mulas ha chiesto di valutare "l'eventualità di disporre la sospensione dell'attività scolastica, tenuto conto delle specifiche situazioni locali"

La lettera del prefetto con cui invitava a valutare l'ipotesi di chiudere le scuole

Scuole aperte, scuole chiuse. È il principale argomento di discussione dei veronesi di oggi, 2 marzo. Il Comune di Verona ha deciso di tenere le scuole chiuse. Alcuni comuni veronesi, come Bussolengo, Isola della Scala e San Martino Buon Albergo ad esempio, hanno fatto la stessa scelta. Altri comuni, come Cerea, Villafranca o San Giovanni Lupatoto per citarne alcuni, invece hanno preferito tenere le scuole aperte.

E come si sono divisi gli amministratori locali, così si dividono i cittadini e alcuni consiglieri comunali di opposizione ne possono approfittare. A Verona, il tosiano Alberto Bozza ha messo in contrapposizione proprio Verona e San Giovanni Lupatoto. "Due sindaci, due modi di amministrare lo stesso territorio - scrive Bozza su Facebook - Poi c’è chi si scandalizza della chiusura delle scuole a Roma e Napoli". Mentre a Bussolengo, Massimo Girelli si chiede: "I genitori che lavorano come si devono organizzarei? Devono barricarsi tutti in casa perché ci sono forse 10 centimetri di neve? È un po' di giorni che si parla di questa ondata di maltempo, l'amministrazione non poteva prevedere un intervento straordinario per la pulizia e messa in sicurezza delle strade con appositi mezzi? Meglio chiudere tutto, si fa prima".

In ogni caso, tutti i sindaci hanno dovuto tenere conto del suggerimento del prefetto Salvatore Mulas, che in un messaggio chiedeva di valutare "l'eventualità di disporre la sospensione dell'attività scolastica, tenuto conto delle specifiche situazioni locali". In pratica non è stata data una precisa indicazione, ma è stato chiesto ad ogni sindaco di valutare la possibilità. Valutazione che è stata fatta anche da Marco Franzoni, sindaco di Cerea, che ha deciso di tenere le scuole aperte. 

Le condizioni di questi giorni non sono più preoccupanti di quanto avvenuto negli ultimi 20 anni circa - ha fatto sapere Franzoni - La situazione meteo non è prevista in peggioramento e i nostri uomini e mezzi sono in azione per ridurre al minimo i disagi. Le scuole sono un servizio pubblico su cui abbiamo il dovere di garantire la fruizione, liberando il più possibile le strade e non si capisce perché solo le scuole e non tutti i servizi pubblici dovrebbero essere chiusi. Tenere le scuole aperte in questi casi non significa obbligare tutti i genitori a portare a scuola i propri figli, ma significa soprattutto garantire un servizio a tutti quei genitori che non possono, per motivi vari, tenere a casa i propri figli.

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