A Verona in corso la tre giorni della Scuola internazionale in studi danteschi

Si tratta di una scuola estiva partita da Ravenna e che dal 25 agosto fa tappa nel capoluogo scaligero, dove non mancano i luoghi legati al sommo poeta

Scoprire più da vicino la figura di Dante. È questa la proposta formativa della Scuola estiva internazionale in studi danteschi, partita il 21 agosto a Ravenna, e che fa tappa a Verona.

La tre giorni veronese della Scuola estiva internazionale è partita nel pomeriggio di ieri, 25 agosto, alle 17 a Villa Serego Alighieri di Gargagnago di Valpolicella con l’incontro con Gian Paolo Marchi, dell’università di Verona, e la sua lezione su Le postille di Vincenzo Monti alle "Bellezze della Divina Commedia" di Antonio Cesari. Questo pomeriggio invece è dedicato a una tavola rotonda fra studenti e docenti della Scuola estiva per una condivisione di letture e itinerari di ricerca personali o anche alla comunicazione di eventuali papers. Domani mattina, 27 agosto, si svolgerà invece una visita guidata nei luoghi dantesti della città di Verona. Moltissimi sono infatti i luoghi cittadini legati alla presenza dantesca: la Biblioteca Capitolare, che il poeta ebbe probabilmente modo di visitare, la chiesa di S. Elena, dove nel 1320 pronunciò la celebre Quaestio de aqua et terra e il palazzo del Podestà, ove risiedeva Cangrande.

Verona fu per Dante il «primo refugio e ‘l primo ostello» nel 1303, quando il poeta beneficiò della «cortesia del gran Lombardo», Bartolomeo della Scala. Vi tornerà altre due volte, ospite di Cangrande della Scala, cui Dante fu legatissimo tanto da dedicargli la terza cantica della Commedia. E a Verona il poeta avviò probabilmente la stesura del De vulgari eloquentia.

In città hanno preso successivamente dimora i suoi discendenti, primo fra tutti il giudice Pietro, cultore e commentatore dell’opera del padre. La famiglia Alighieri vi si stabilirà in modo permanente lasciando ampia traccia della propria presenza. Gli eredi ancora oggi ne conservano importanti testimonianze storiche come l’archivio privato e la Villa Serego Alighieri, il cui terreno fu acquistato nel 1353 proprio dal figlio di Dante, Pietro.

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