Sciopero della mensa della polizia di Verona. Vestiario e vetture vecchi e logori

Vicinanza, solidarietà e condivisione con il Segretario Generale del SAP Gianni Tonelli che da 36 giorni è in sciopero della fame. Protesta per denunciare le reali condizioni in cui operano i poliziotti

Il Sindacato Autonomo di Polizia di Verona oggi 25 febbraio fa lo sciopero della mensa, come forma di protesta simbolica per manifestare la propria vicinanza, solidarietà e condivisione con il Segretario Generale del SAP Gianni Tonelli che da 36 giorni è in sciopero della fame.

In una nota di Nicola Moscardo, segretario del sindacato veronese, si legge che l’estrema protesta vuole mettere in luce le reali condizioni dell’apparato della sicurezza ormai debilitato da anni di tagli. A seguito degli attacchi terroristici di Parigi, sono venute alla luce con forza quali sono le pesanti lacune in cui versa l’apparato e le reali condizioni nelle quali i poliziotti italiani sono costretti a lavorare. Proprio per questo un dirigente sindacale di Roma è stato sospeso e sottoposto a procedimento disciplinare per aver mostrato dei caschi da ordine pubblico marci, giubbotti anti proiettile prossimi alla scadenza e armamenti vecchi di 40 anni non idonei agli attuali servizi di Polizia.

"Si tratta di un padre di famiglia con una bimba di sei anni - scrive Moscardo - messo a metà stipendio per aver denunciato la verità. Un atteggiamento intimidatorio che mina quelli che sono gli elementi alla base dell’attività sindacale e della libertà di pensiero e dissenso. Anche a Verona denunciamo con coraggio, che ci sono giubbotti antiproiettile in uso già scaduti, autovetture di servizio logore con più di duecentomila chilometri, vestiario insufficiente e inappropriato, personale sempre più vecchio con una media che rasenta i 50 anni, pulizie degli Uffici e delle caserme pressoché inesistenti e lezioni di aggiornamento professionale non all’altezza del periodo storico di allarme che stiamo vivendo".

"Si parla tanto di terrorismo - continua il segretario del SAP di Verona - e mancano munizioni per allenarsi in poligono. Non si riescono a organizzare più di 3 o 4 volanti per turno e il Dipartimento continua a non inviare nuovi uomini nonostante gli allarmi lanciati da tempo anche dai cittadini di alcuni quartieri di Verona. Tutto ciò è inaccettabile. Si continua a voler dare un’immagine di una polizia moderna, al passo con i tempi, quando invece spesso si sopperisce alle mancanze con iniziative personali poiché mancano fondi anche per le necessità più banali".

Il SAP di Verona si schiera apertamente al fianco del suo Segretario Generale affinché le istituzioni diano un’inversione di tendenza comprendendo i reali motivi che lo spingono allo sciopero della fame mettendo a serio rischio la sua salute, tutto per tutelare i poliziotti che rappresenta.

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