Solidarietà di editori e bibliotecari contro le censure del sindaco Sboarina

Il nuovo primo cittadino vuole ritirare da biblioteche e scuole comunali i libri che promuovono l'equiparazione della famiglia naturale alle unioni di persone dello stesso sesso

(foto di repertorio)

"Ritiro dalle biblioteche e dalle scuole comunali o convenzionate (nidi compresi) dei libri e delle pubblicazioni, che promuovono l'equiparazione della famiglia naturale alle unioni di persone dello stesso sesso".

Sono le parole che si trovano scritte nero su bianco a pagina 18 del programma del sindaco eletto Federico Sboarina. E sono le parole che hanno spinto il presidente dell'Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi e la neo presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche Rosa Maiello a scrivere una lettera e a creare una seconda grana al nuovo primo cittadino di Verona dopo quella dei profughi alloggiati a San Zeno. "Le parole ritiro dei libri dalle biblioteche, dalle scuole e persino dai nidi d’infanzia non sono mai accettabili per nessuna ragione - scrivono Levi e Maiello - Qualunque sia l'opinione, la visione o l'informazione contenuta in quei libri, la nostra valutazione non cambierebbe".

"Sento l'urgenza di portare la solidarietà e la vicinanza degli editori italiani e mia personale a tutti i bibliotecari del nostro paese - ha proseguito il presidente AIE - La libertà di espressione e di edizione così come la libertà nelle scelte culturali che presiedono alla formazione di una collezione in biblioteca, e la libertà di insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado sono valori fondativi per chiunque lavori in ambito culturale ed educativo che vanno difesi in ogni occasione e prima di tutto nelle nostre società democratiche, perché non possiamo darli acquisiti per sempre. Mi auguro che il sindaco di Verona riveda il suo programma. Invece del ritiro dei libri, potrà impegnarsi a fornire le risorse per arricchire le collezioni delle biblioteche, comprese quelle scolastiche. E per la scelta dei libri si fiderà della professionalità, sensibilità pluralista, competenza e passione dei bibliotecari e degli insegnanti veronesi. A chi reagisce di fronte a libri che giudica sbagliati pensando di ritirarli, nasconderli o bruciarli sarà nostra responsabilità spiegare come sia più utile, e anche più gratificante, leggerli, e anche scriverli, pubblicarli, distribuirli, venderli, sceglierli, prestarli, conservarli".