Sbarca in Sardegna in auto e viene fermato: nascondeva 7 chili di cocaina

Dopo una minuziosa perquisizione, sarebbe stato scoperto che in un doppiofondo dell’utilitaria erano stati nascosti 7 pacchi sigillati sottovuoto e coperti da polvere di caffè e dentifricio contenenti la droga

Il materiale sequestrato dalla guardia di finanza

Un grosso colpo contro il traffico di droga è stato messo a segno il 4 maggio dal Comando provinciale della guardia di finanza di Sassari, quando la squadra cinofili del gruppo di Olbia ha tratto in arresto un 53enne di origini calabresi, residente in provincia di Verona ma di fatto domiciliato in provincia di Rimini, che a bordo di un’auto stava trasportando 7 chilogrammi di cocaina.

Stando a quanto riferito dalle Fiamme gialle, l'uomo avrebbe attirato la loro attenzione durante lo sbarco della motonave proveniente da Livorno, cercando di defilarsi dal controllo, senza riuscirci.
Le risposte contraddittorie fornite dall'individuo e la successiva segnalazione dei cani antidroga Zatto e Ether, hanno poi convinto i militari ad approfondire il controllo del mezzo.
Dopo una minuziosa perquisizione, sarebbe stato scoperto che in un doppiofondo dell’utilitaria erano stati nascosti 7 pacchi sigillati sottovuoto e coperti da polvere di caffè e dentifricio (sostanze utilizzate per coprire il pungente odore della droga) contenenti cocaina di altissima qualità.

1-4-23

Le successive perquisizioni eseguite presso gli indirizzi di residenza e domicilio del 53enne, hanno permesso di rinvenire oltre 25 mila euro in contanti (15 mila nell'abitazione di Rimini e 10 mila in quella veronese), divisi in mazzette e celati tra capi di vestiario, che sono stati sottoposti a sequestro essendo ritenuti dalle forze dell'ordine il frutto di attività illecite, anche alla luce del fatto che l’uomo e la sua compagna risultano disoccupati e non hanno saputo fornire indicazioni sull’origine del denaro.

L’uomo, tratto in arresto per traffico di sostanze stupefacenti, è attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria di Tempio Pausania presso il carcere di Nuchis.
La sostanza stupefacente sequestrata, una volta tagliata ed immessa sul mercato, avrebbe potuto fruttare oltre un milione di euro.

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