Caporalato, immigrati sfruttati con paghe misere. 2 arresti a San Bonifacio

A portare avanti le indagini è stata la guardia di finanza di Forlì-Cesena e agli arresti hanno collaborato i colleghi della compagnia di Soave

Immagine di repertorio

Associazione per delinquere finalizzata all'intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e di impiego di lavoratori privi di permesso di soggiorno. In una parola: caporalato. Questo il reato per cui 5 uomini di nazionalità marocchina, oggi, 9 marzo, sono stati arrestati dalla guardia di finanza di Forlì-Cesena, in collaborazione con i colleghi della compagnia di Soave. Indagati a piede libero, inoltre, 4 soggetti per il reato di favoreggiamento personale, in quanto avevano reso false dichiarazioni alla polizia giudiziaria per consentire agli arrestati di eludere le investigazioni in corso.

I 5 caporali arrestati hanno tra i 27 e i 44 anni. Tre sono stati arrestati a Cesena e due a San Bonifacio. La loro associazione criminale ha reclutato e sfruttato il lavoro di decine di cittadini extracomunitari, privi di regolare contratto di lavoro e in alcuni casi anche del permesso di soggiorno. Lavoratori impiegati in aziende agricole del forlivese, del ravennate e del veronese, grazie a tre cooperative che facevano da paravento all'attività illecità. 

Le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini sfruttati erano degradanti. Le retribuzioni erano misere, circa 5 euro l'ora, e permettevano a mala pena ai lavoratori di comprarsi cibo per potersi sfamare. E la situazione abitativa era altrettanto pessima, con i lavoratori sfruttati che venivano ammassati in 2 abitazioni di Cesena tra escrementi e sporcizia.

Il meccanismo utilizzato dagli indagati era quello di farsi schermo con le cooperative per ottenere lavori in appalto da numerose aziende agricole locali per le quali svolgevano lavoro di facchinaggio. In particolare, i lavoratori erano impiegati per ingabbiare gli animali per la successiva vendita. Animali che subivano maltrattamenti in quanto maneggiati da soggetti inesperti, alcuni dei quali avevano anche il compito di inoculare vaccini antivaiolo agli stessi animali.

Complessivamente durante le indagini, i finanzieri hanno trovato 10 lavoratori senza permesso di soggiorno e 38 senza contratto di lavoro.

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