Roverè Veronese, lupo trovato morto. Lav: "Bracconaggio criminale"

L'assessore regionale Giuseppe Pan: "Non posso non mettere in connessione questo grave episodio con l'alto clima di tensione che si è venuto a creare nella aree montane del Veneto"

Abbiamo appreso da fonti certe che nei pressi di Roverè Veronese, in Lessinia, è stato rinvenuto il cadavere di un lupo, con evidenti ferite da arma da fuoco. L'ennesimo atto di bracconaggio, un gesto criminale, di estrema crudeltà e gravità che non deve restare impunito.

A diffondere la notizia è stata l'associazione animalista Lav (Lega anti vivisezione). Il cadavere del lupo sarebbe stato rinvenuto da un agricoltore ieri, 24 settembre, al di fuori del centro abitato di Roverè. I carabinieri della locale stazione e i colleghi forestali di Bosco Chiesanuova hanno poi constatato la presenza della carcassache appariva, già a prima vista, colpito da arma da fuoco. I primissimi esami da parte del veterinario Ulss hanno permesso di collocare l'uccisione dell'animale poco prima del rinvenimento. Il corpo è stato sequestrato ed è stata informata l'autorità giudiziaria.

Oggi, il lupo ucciso è stato portato presso l'istituto zooprifilattico per gli accertamenti sulle cause della morte ed è stata confermata la morte a causa di colpi da arma da fuoco con munizione a pallettoni. Le indagini dei carabinieri dunque procedono per il delitto di uccisione di animali, che prevede il carcere fino a due anni, ma anche per il reato specifico di abbattimento di esemplare di specie particolarmente protetta, previsto dalla normativa speciale sulla protezione della fauna e sulla caccia.

La Lav ha annunciato una ricompensa a chi fornirà indicazioni utili alle indagini e ha rivolto un appello al sindaco, affinché fornisca un contributo attivo alla ricerca dei colpevoli. "Si tratta di un atto di bracconaggio, certamente un gesto individuale ignobile, ma anche il prodotto di comportamenti politici errati, come i vari tentativi di derogare al divieto assoluto di uccisione dei lupi", ha commentato Massimo Vitturi, responsabile Lav Animali Selvatici.

Non posso non mettere in connessione questo grave episodio con l'alto clima di tensione che si è venuto a creare nella aree montane del Veneto, tradizionalmente vocate alla pastorizia e all'allevamento, di fronte al proliferare incontrollato del lupo. Purtroppo lo status di protezione totale e di intoccabilità del lupo, sancito dalla legislazione europea e nazionale, mette in crisi l'equilibrio ecologico tra prede e predatori. E il protrarsi delle non decisioni in sede nazionale ed europea non fa che esasperare gli animi.

Questo è invece il commento dell'assessore all'agricoltura e caccia della Regione Veneto Giuseppe Pan, il quale ha reagito in maniera nettamente diversa rispetto alla Lav. "Abbiamo messo in campo ogni possibile strumento per prevenire incursioni e attacchi, proteggere greggi e allevamenti con recinti elettrificati, con cani da pastore e sistemi di dissuasione e di geolocalizzazione del lupo e con rinforzi ai malgari, nonché stanziando congrui indennizzi per i capi predati - ha aggiunto Pan - Ma il problema della difficile convivenza tra uomo e lupo potrà essere affrontato in modo serio solo articolando in modo diverso le direttive europee e riaprendo un confronto onesto tra Stato e Regioni".

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