Rivoli Veronese, perquisizioni per i 4 indagati sul contestato impianto Serit

Corruzione, abuso d'ufficio e truffa. Su questo s'indaga attorno alla contestata costruzione dello stabilimento per lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti in località Terramatta

Corruzione, abuso d'ufficio e truffa. Su questo s'indaga attorno alla contestata costruzione dello stabilimento Serit per lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti in località Terramatta a Rivoli Veronese. L'esposto è stato presentato dal Comune di Rivoli, che si ritiene parte lesa e che ha già in piedi una battaglia legale sulla vicenda di fronte al Tar e al Consiglio di Stato.

Tutta la vicenda è stata ben raccontata dai giornalisti Laura Tedesco ed Enrico Presazzi sul Corriere e le ultime novità sono le perquisizioni da parte della Guardia di Finanza, eseguite giovedì 26 gennaio, nelle case e nelle abitazioni dei quattro indagati: il presidente di Serit Roberto Bissoli, l'ex amministratore delegato Maurizio Alfeo, Marco Parolini in quanto responsabile della ditta che sta costruendo l'impianto e Carlo Poli, funzionario della Provincia che ha autorizzato la costruzione. Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno raccolto materiale utile per far luce sull'acquisto del terreno su cui la Serit vuole realizzare lo stabilimento.

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Il terreno è stato acquistato dalla ditta di Marco Parolini e nel giro di poche ore rivenduto dallo stesso Parolini al triplo di quanto precedente speso ad una società di leasing, la cui parte acquirente è la Serit. Quando la Serit avrà saldato il suo debito con la società di leasing, diventerà ufficialmente proprietaria del terreno, dove intanto la ditta di costruzioni ha avuto incarico di costruire l'impianto per i rifiuti. In questo modo però Serit ha ottenuto l'area ad un prezzo decisamente superiore del normale e questo genera dei sospetti. Inoltre l'incarico dato all'azienda di costruizioni di Marco Parolini è stato dato senza passare per una gara, passaggio obbligato in questi casi per una società pubblica come la Serit.

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