"Stop alle adesioni forzate allo Sprar". Approvata risoluzione in Regione

Il provvedimento è passato in consiglio regionale. Andrea Bassi: "Nei Comuni che non aderiscono allo Sprar vengono scaricati, alla prima occasione utile, il maggior numero di immigrati"

Il consiglio regionale del Veneto ha approvato la risoluzione presentata dai consiglieri di Centro Destra Veneto Andrea Bassi, Stefano Casali e Fabiano Barbisan.

Con l'approvazione di questa risoluzione, il consiglio regionale ritiene ricattatorio e anti-democratico il sistema messo in atto per spingere le amministrazioni comunali ad entrare a far parte dello Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

Le prefetture impongono un sistema forzoso ai Comuni affinché si mettano a disposizione per l'accoglienza dei presunti profughi - scrive il consigliere Bassi - Ricatti che spingono alcuni enti locali ad aderire allo Sprar per assicurarsi una concentrazione di richiedenti asilo sul proprio territorio non superiore al 3 per mille della popolazione residente. Ma ogni rifiuto viene identificato come una sorta di affronto allo Stato e pone il Comune in una sorta di black-list dove scaricare, alla prima occasione utile, il maggior numero di immigrati possibile. Un sistema ricattatorio che ben poco ha a che fare con uno stato civile che riconosce e rispetta le autonomie locali.

La risoluzione richiede inoltre di rispettare il diritto delle amministrazioni comunali di decidere liberamente e senza costrizione alcuna se accettare o meno di ospitare profughi sul proprio territorio, sia in strutture pubbliche che in quelle private.

Il presidente Zaia e la giunta regionale vengono inoltre impegnati a sollecitare il governo ad attuare una politica per il blocco dei flussi migratori alla partenza, anche mediante la creazione di centri di prima accoglienza nei paesi del nord Africa per provvedere in quei luoghi all'esame delle richieste di asilo e comunque con l'attivazione di ogni strumento idoneo a far comprendere che sulle coste italiane è fatto divieto di sbarcare.

Infine, si chiede la promozione di accordi bilaterali con i paesi di origine degli immigrati o la riattivazione di quelli già stipulati per accelerare e intensificare i rimpatri di coloro che si trovano illegalmente sul territorio italiano.

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