Fondazione Arena. A rischio il contributo della Camera di Commercio

La riforma dell'ente camerale rischia di ridurre, se non azzerare, l'apporto economico per la fondazione lirica. PD: "Necessario fare il punto della situazione"

Dal bilancio al rilancio, ma senza soldi non si va lontano. Chiuso con un bilancio positivo il festival estivo, per la Fondazione Arena la parola d'ordine è tornata ad essere rilancio, ma con chi? E con quali soldi?

Di sicuro non con il commissario Carlo Fuortes, il cui incarico scade a metà ottobre e non si preannuncia una proroga, né tantomeno Fuortes sembre intenzionato a chiederla. E di sicuro non con un contributo fortemente ridotto, se non del tutto azzerato, da parte della Camera di Commercio, colpita dai tagli della riforma.

Qualcuno per fortuna i soldi continua a metterceli ed è il Comune di Verona che ha stanziato per la Fondazione Arena 300 mila euro di contributo ordinario per il 2015 più altri 300 mila per il 2016 per un totale di 600 mila euro. Onorata la contribuzione onoraria, ma il PD sottolinea che manca ancora metà del contributo straordinario di 3 milioni di euro promesso dalla giunta quando alla guida della Fondazione c’era Girondini, erogato soltanto in parte dopo l’arrivo del commissario straordinario. "Viste inoltre le novità legislative che mettono in forse il contributo della Camera di Commercio - scrive il capogruppo Michele Bertucco - è il caso di fare, di concerto col commissario straordinario, il punto della situazione sul ruolo degli enti pubblici cittadini a sostegno della principale industria culturale della città, alla luce del piano di rilancio e affinché i sacrifici richiesti ai lavoratori non restino vani".

Il consigliere democrati Eugenio Bertolotti ha poi aggiunto: "In Consiglio rimangono inevase le nostre richieste sul contributo della Camera di Commercio e sulla necessità di fare pressing sulla Regione Veneto i cui contributi sono in calo costante da molti anni. Il valore non solo economico ma anche culturale della Fondazione Arena non è infatti circoscrivibile alla sola città di Verona ma è patrimonio di tutto il Veneto. Occorre inoltre trovare un punto comune rispetto le continue proposte di privatizzazione. Le Fondazioni devono avere la loro sostenibilità economica ma debbono essere riconosciute e trattate anche come beni culturali che producono cultura e al tempo stesso sono attrattori e portatori di un benessere economico indiretto sul quale non si può sorvolare. Le stesse attività extralirica sono più appetibili se l’Arena continua ad essere il tempio della musica, ma senza la lirica anche l’anfiteatro verrebbe ridotto ad un palcoscenico tra tanti".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • La vera storia di Santa Lucia, secondo la leggenda nata a Verona

  • "Strage di Santa Lucia" a Sommacampagna: il disastro aereo in località Poiane

  • Luca, Francesca e Chiara: i tre giovani morti nell'incidente di Bonavigo

  • Ha un nome il corpo trovato in A4: tocca alla Polstrada risolvere il giallo

  • Nasce il nuovo polo logistico del Gruppo Veronesi: 200 i lavoratori impiegati

  • Autovelox e telelaser, le strade di Verona controllate dalla polizia locale

Torna su
VeronaSera è in caricamento