Riesplode l'accattonaggio in citt e si trasforma in racket

I dati della Municipale indicano un boom: 187 le proposte di allontanamento in soli quattro mesi

Riesplode l'accattonaggio in citt e si trasforma in racket
Lo aveva annunciato don Dino Pistolato, della Caritas di Venezia, due settimane fa con l’esplosione della crisi libica: “Il Veneto, complice la crisi, non è certo nelle condizioni di offrire prospettive a nuovi stranieri. I grandi numeri e le tendopoli portano degrado, fanno salire intolleranza ed impediscono il controllo. Non si possono dare speranze di lavoro che non c’è”. L’aumento della povertà, secondo la Caritas, si manifesterebbe con “code alle mense per i poveri e nell’accattonaggio dove è riesploso il racket dell’elemosina”. Aveva visto lungo, sembrerebbe, il sacerdote veneziano. Almeno alla luce dell’ultimo “preoccupante” bilancio della polizia municipale veronese sulle attività di contrasto del fenomeno, che sembrava sopito, dell’accattonaggio. Soggetti mai arrivati prima a Verona, soprattutto disabili bulgari e romeni provenienti dalla provincia di Milano, testimonierebbero come gli episodi siano in continua espansione. Sordomuti e disabili totali, senza braccia o senza gambe, in possesso di documenti fasulli ma falsificati benissimo sarebbero così entrati nelle mire della Municipale.

Dal 2008 ad oggi sono 1490 le violazioni accertate, oltre 5mila e 500 euro sequestrati come provento dell’attività e 13 persone segnalate all’Autorità Giudiziaria per sfruttamento di minori. Si dice “preoccupato” anche il sindaco di Verona Flavio Tosi, primo fautore leghista della “linea dura” nelle grandi città, e firmatario di 187 proposte di allontanamento dal territorio nei primi quattro mesi del 2011. Nel 2010 i provvedimenti emessi furono, in totale, 54. “I controlli- spiega il comandante Luigi Altamura- hanno messo in luce un fenomeno variegato, gestito ed organizzato da persone che lucrano su necessità e su disgrazie altrui. Più volte gli agenti hanno individuato chi, utilizzando auto e furgoni, trasporta i mendicanti nei vari punti della città e li accompagna sul ‘luogo di lavoro’. È così che sono organizzati l’accattonaggio più comune, agli incroci cittadini e quello con sfruttamento di disabili con menomazioni gravi, che costringono spesso questi mendicanti a spostarsi su skateboard o tavole con rotelle”. In controtendenza”. Sull’impiego di minori, in netta controtendenza ai dati in mano alla Municipale, ci sarebbe un ridimensionamento: “Rispetto al passato l’accattonaggio con bambini ha accusato una battuta d’arresto: delle 13 persone segnalate dal 2008 ad oggi, solo una è stata denunciata dopo il 2010, a riprova dell’ efficacia di controlli e strumenti messi in campo dalla polizia municipale”.

Segnale quanto mai significativo, sarebbe anche il nuovo risveglio di una coscienza civica tra cittadini, residenti, commercianti e perfino sacerdoti. Centinaia di lettere sarebbero arrivate a Palazzo Barbieri, da gennaio, per segnalare le continue molestie, di alcuni accattoni, dirette a clienti fuori dai negozi e fedeli in procinto di entrare nelle chiese. “I più insistenti- continua Altamura- si dimostrano essere i giovani africani, in possesso di regolare permesso di soggiorno che 'molestano' passanti in centro, che entrano nei negozi e che minacciano. In questo caso agiscono in forma isolata, sono ben vestiti con cellulare e scarpe firmate. Una decina di elementi sono stati segnalati tra corso Portoni Borsari, Erbe, Sant’Anastasia, Cappello, Borgo Trento”. Non smentisce la sua proverbiale linea dura il sindaco Flavio Tosi che rigetta, totalmente, l’accusa di mancata ospitalità agli stranieri in difficoltà: “Qui non si tratta di povertà vera, che viene gestita dai Servizi sociali e dalle associazioni caritatevoli, ma di un racket organizzato e gestito in maniera professionale da gente che spesso non è nemmeno bisognosa. Ormai gli accattoni sono tanti e nonostante gli interventi numerosi e massicci, nonostante le segnalazioni dei cittadini, che ci aiutano ad intervenire, il problema sta diventando pesante e dovremo porlo all’attenzione di livelli superiori, perché così non si può andare avanti”. Continua Tosi: “Entro un paio di settimane dovremmo avere il ministro Maroni a Verona, e su questo aspetto in particolare, e più in generale sui poteri di ordinanza dei sindaci dopo la recente sentenza, ci confronteremo direttamente. Intanto faccio appello ai cittadini perché segnalino il fenomeno e non diano elemosine, che non vanno a finire ai veri poveri, ma che finiscono per finanziare racket e organizzazioni criminali””.

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