Rapina e omicidio di Valgatara, chiesto il rinvio a giudizio per i sei imputati

A maggio, il giudice dovrà decidere se accogliere la richiesta del pm che riguarda cinque uomini accusati sia dell'omicidio che della rapina e una donna coinvolta solo nella rapina

A maggio, il giudice per l'udienza preliminare di Verona Giuliana Franciosi deciderà se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio per i sei romeni ritenuti responsabili della violenta rapina ai danni del 76enne veronese Luciano Castellani, picchiato a morte dalla banda che fece irruzione nella sua abitazione a Marano di Valpolicella nel settembre del 2016.

Per il pubblico ministero Elisa Labate, la banda è da processare e condannare per l'omicidio volontario di Castellani e la rapina. Dei sei arrestati, solo i cinque uomini, ora in carcere, avrebbero la doppia imputazione di omicidio e rapina. Alla sesta componente, l'unica donna, si contesta solo l'aver partecipato alla rapina e non al brutale pestaggio che costò la vita al titolare della trattoria Agnella.

Per la Procura di Verona, come riportato da Laura Tedesco sul Corriere di Verona, i cinque uomini avrebbero aggredito il ristoratore senza pietà, legandolo al letto, per impedire che si potesse difendere e percosso non solo con calci e pugni. Il tutto per portargli via una grossa somma di denaro, che i rapinatori pensavano fosse tenuta nascosta da Castellani nella propria abitazione, proprio sopra la trattoria.

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Il modo con cui i carabinieri riuscirono ad incastrare la banda fu definito un capolavoro investigativo perché furono davvero poche le tracce lasciate dai malviventi. Tra queste, quella risultata essere maggiormente risolutiva fu la scala, usata dalla banda per entrare nella casa della vittima passando da una finestra poco visibile dalla strada. Gli investigatori scoprirono che quella scala era stata comprata il giorno stesso della rapina a Padova. Incrociando i dati delle celle telefoniche vicine al luogo del delitto con quelli delle celle  vicine al negozio dove fu acquistata la scala, si strinse il cerchio delle indagini attorno ai presunti autori del delitto, poi incastrati anche da alcune conversazioni intercettate durante le indagini.

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