Ultimato il restauro del San Girolamo penitente nella Chiesa di Sant'Eufemia

"Se non ci fosse stato l'intervento di Amia - ha dichiarato il Parroco di Sant'Eufemia don Roberto Defanti - non avremmo mai potuto realizzare il restauro di questo meraviglioso dipinto"

“Le opere d’arte sono testimonianza del nostro passato e guida per il nostro futuro – afferma il Presidente Andrea Miglioranzi – e noi abbiamo voluto contribuire anche alla crescita culturale della nostra città sponsorizzando l’arte o meglio il restauro di un’opera d’arte. Le esigenze ambientali e quelle di carattere estetico rendono la cura del patrimonio artistico e del paesaggio circostante due aspetti quanto mai importanti per il nostro territorio e anche interventi come questo, specifici e mirati, rappresentano per noi idee vincenti per valorizzare la nostra splendida Verona, avvolta nell’arte e nell’armonia.

Non dobbiamo dimenticare che il fascino di alcuni luoghi del centro storico ha ben valso a Verona l’ambito riconoscimento di Patrimonio mondiale dell’Umanità da parte dell’Unesco. Dunque voglio ringraziare tutti i presenti, don Roberto in primis ma anche la dott.ssa Todeschini che ha rinfrescato e ripristinato la tela di Giulio Carpioni e tutti gli addetti ai lavori che dimostrano quotidianamente quanto la nostra attenzione al benessere e al decoro della città sia sempre al massimo.”

La tela di Giulio Carpioni che ha per soggetto San Girolamo penitente è ritornata da poche decine di giorni alla sua collocazione, sopra la porta laterale a sud all'interno di Sant'Eufemia. Visibile fin dal 16 settembre scorso, festa liturgica della titolare della chiesa, è stata protagonista di un breve ma significativo intervento pubblico voluto pochi giorni dopo, domenica 25, al termine della Messa delle ore 10.00 dal parroco don Roberto Defanti, che ha dato la parola alla dott.ssa Maristella Vecchiato (funzionaria e storica dell'arte della SABAP, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Verona, Rovigo e Vicenza), alla dott.ssa Attilia Todeschini (restauratrice di opere d'arte) e al Dott. Andrea Miglioranzi (Presidente dell'AMIA, Azienda Multiservizi di Igiene Ambientale Veronese), per illustrare l'intervento compiuto.

Dapprima la dott.ssa Vecchiato ha descritto la tela, opera veronese tarda del pittore veneziano Giulio Carpioni (Venezia 1613 - Vicenza 1679) residente dal 1638 a Vicenza, suo principale centro di attività artistica. Riprendendo studi compiuti dalla dott.ssa Nelly Zanolli Gemi tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso proprio su quest'opera di Sant' Eufemia ( e sull'altra che si trova sempre qui, ma all'inizio della navata e sullo stesso lato, con Santa Maddalena penitente), la funzionaria della Soprintendenza ha voluto far notare che il pittore negli ultimi anni della sua vita soggiornò anche a Verona e che la sua impostazione classicistica e accademica raggiunse nelle sue opere tarde uno stile innovatore.

restauro opera chiesa sant'eufemia 2016 2-2-2

Nella nostra, quindi, San Girolamo è raffigurato al centro seduto per terra, scheletrico ed emanciato dalla penitenza e dalle privazioni, ai piedi di un grande crocifisso (sulla destra del quadro). Volge lo sguardo implorante verso un angelo (in alto a sinistra), che lo scuote dalla meditazione con il suono di una tromba celeste, a ricordargli il giudizio finale. Molti sono gli specifici attributi iconografici accanto alla scarna figura del santo: il teschio (invito alla meditazione e simbolo di penitenza), la pietra (con la quale egli si percuoteva il petto), i libri ( perché fu infaticabile studioso) e l'inseparabile leone accovacciato. “Se non ci fosse stato l’intervento di Amia – ha dichiarato il Parroco di Sant’Eufemia don Roberto Defanti – non avremmo mai potuto realizzare il restauro di questo meraviglioso dipinto. Grazie alla sensibilità del Presidente Miglioranzi nella nostra comunità parrocchiale è tornata un’opera d’arte seicentesca di grande valore.”

La restauratrice Todeschini ha ricordato che il suo intervento fu anticipato, nel 1978, da un altro a cura di Pierpaolo Cristani. A differenza di allora, alla scena è stata restituita una vitalità maggiore e più corrispondente all'originaria perché - ha sempre spiegato la Todeschini - i criteri con cui si eseguivano i restauri pittorici in quegli anni erano "archeologici", ovvero fermavano il deterioramento delle opere, rimuovevano lo sporco accumulato e consolidavano il supporto e lo strato cromatico pervenuti.

Constatate invece le buone condizioni della tela, oggi è stato possibile sia fermare le cadute di colore che colmare le lacune con sostituzioni aderenti e intonate, pur distinte e ben distinguibili dalle parti originali rimaste, motivo per cui le figure sono ora meno scure e sono tornati maggiormente evidenti il rosso amaranto del drappo alle spalle del santo ed il giallo e l'azzurro plumbeo del cielo tempestoso sul paesaggio spoglio e roccioso. Il Presidente AMIA si è congratulato per l'intervento ed ha espresso il compiacimento personale e della società che rappresenta nel restituire un piccolo tassello di storia e di arte alla chiesa di Sant'Eufemia e alla città.

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