Sanità. La Regione anticipa un indennizzo statale. "Evitiamo ingiuste attese"

1.040 veneti affetti da complicanze irreversibili per trasfusioni, somministrazioni di emoderivati e vaccini obbligatori a cui saranno versati 8 milioni 275 mila euro

Non ci sono solo i soldi per le cure mediche ai migranti sostenute dalla Regione Veneto e che da Venezia chiedono indietro allo stato centrale e all'Europa. Ci sono anche gli indennizzi previsti dalla legge per i veneti affetti da complicanze irreversibili a causa di trasfusioni, somministrazioni di emoderivati e vaccini obbligatori. 1.040 cittadini sul territorio regionale a cui è stato destinato un fondo pari a 8 milioni 275 mila euro. Fondi nazionali, che però è la Regione a dover anticipare. "Una scelta, quella di garantire il dovuto a queste persone sostituendoci allo Stato - ha fatto notare l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto - che abbiamo fatto da tempo, ma che l’anno scorso ci era stata bloccata da cervellotiche interpretazioni delle norme nazionali, secondo le quali per difendere i nostri cittadini da una mancanza dello Stato inadempiente, non avremmo potuto usare i nostri fondi sanitari. Bontà loro, nelle legge di stabilità, hanno autorizzato le Regioni a questo anticipo, e noi lo attiviamo volentieri per evitare ingiuste attese a gente a cui una legge nazionale riconosce un diritto".

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I pagamenti, dal punto di vista tecnico, sono gestiti dall’Ulss 16 di Padova, il cui direttore generale Domenico Scibetta ha autorizzato l’emissione dei mandati di pagamento. La cifra corrisponde alla seconda annualità degli arretrati relativi all’indennità speciale per il periodo 2002-2011. La prima parte di arretrati era stata versata lo scorso giugno, con indennizzi pari a circa 3 milioni 900 mila euro, messi a disposizione dal ministero. Ad oggi complessivamente è stato liquidato così il 90% degli arretrati dovuti tra il 2002 e il 2011. I beneficiari riceveranno il dovuto direttamente nel loro conto corrente nel giro di qualche giorno.

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