Rapporto Ulss 9: "Aumentano le vaccinazioni e nell'area Pfas alimenti sicuri"

È stato presentato il documento del dipartimento di prevenzione sui temi della sanità pubblica e relativo al 2016, che prende in considerazione anche le malattie professionali e la qualità dell'aria

Pietro Girardi, direttore della Ulss 9 Scaligera (Foto Facebook)

Dall'inquinamento da Pfas alle vaccinazioni, dalle malattie professionali alla qualità dell'aria, l'Ulss 9 Scaligera ha presentato il rapporto del dipartimento di prevenzione sui temi della sanità pubblica e relativo al 2016.

Un rapporto che parte dalla descrizione del contesto demografico e lavorativo della Ulss unica della provincia di Verona. Continuando a leggere il documento si scopre che le due principali cause di morte per malattia avvenute nel veronese tra il 2010 e il 2015 sono le malattie cardiocircolatorie e i tumori, responsabili di oltre il 60% dei decessi. In particolare, nel 2015 nei maschi si sono confermati più frequenti i decessi per tumore, nelle femmine i decessi per malattie cardiocircolatorie. La mortalità infantile nel 2015 è risultata pari a 3,2 per mille nati vivi, in linea con il dato europeo.

Il rapporto prende anche in considerazione i decessi e le malattie sul lavoro. Nella provincia di Verona i casi denunciati di infortunio per l'anno 2016 sono stati 15.991, confermando sostanzialmente il dato dell'anno precedente. Da rilevare come ogni anno considerevole è il numero degli infortuni dovuto agli spostamenti nel percorso casa-lavoro-casa. Sempre nel 2016 le malattie professionali denunciate all'Inail sono state 564. Negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo incremento del numero di denunce di malattia professionale, in particolare in agricoltura, dovuto prevalentemente ad una aumentata segnalazione di patologie dell'apparato muscolo scheletrico.

Tema di stretta attualità è la copertura vaccinale, anche in seguito all'entrata in vigore del decreto Lorenzin sull'obbligo vaccinale. Il rapporto prende in considerazione i vaccini contro la poliomelite e contro il morbillo. Al 30 settembre 2017, questi vaccini mostrano un incremento rispetto al 2016 di circa un punto percentuale: attestandosi al 92,3% per il ciclo completo dell'antipolio e all'88,8% per la prima dose della vaccinazione antimorbillo. Un dato ancora parziale, ma destinato verosimilmente a crescere entro la fine dell'anno.

Entrando nel dettaglio del morbillo, nel 2016 non sono stati segnalati casi di morbillo nel veronese, ma quest'anno si è verificata un'epidemina in Italia che ha toccato anche il territorio scaligero dove sono stati registrati 83 casi di morbillo. Sempre nel 2017 nella Ulss 9 sono state somministrate 16.707 dosi di vaccino anti morbillo e in nessun caso si sono registrare reazioni gravi. Ancora una volta un dato che conferma l'importanza di vaccinarsi.

Altro tema che soprattutto d'inverno è sentito è quello della qualità dell'aria e anche questi dati sono stati inseriti nel rapporto del dipartimento di prevenzione perché all'inquinamento atmosferico sono legate numerose malattia. I dati, purtroppo non sono positivi e per questo l'Ulss chiede piani organici di intervento per ridurre l'esposizione della popolazione agli inquinanti atmosferici progettando azioni strutturali e permanenti.

E dall'inquinamento atmosferico a quello di Pfas il passo è sferico. Le sostanze perfluoro-alchiliche hanno contaminato l'acqua di 13 comuni veronesi: Albaredo D'Adige, Arcole, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant’Anna, Cologna Veneta, Legnago, Minerbe, Pressana, Roveredo di Guà, Terrazzo, Veronella, Zimella. L'Ulss 9 monitora costantemente i livelli di Pfas nelle acque distribuite dall’acquedotto e anche sugli alimenti. Tra il 2016 e il 2017 sono stati prelevati 614 campioni di alimenti di origine vegetale e 634 campioni di alimenti di origine animale di produzione locale. L'Istituto Superiore di Sanità, cui è stata affidata la predisposizione e la valutazione dello studio, non ha segnalato ad oggi criticità sotto il profilo della sicurezza alimentare. In più, quest'anno è stato attivato un piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta alle Pfas, con decine di migliaia di analisi del sangue. Per le persone in cui si riscontrano nel sangue concentrazioni di Pfas superiori agli intervalli osservati in campioni di popolazione non esposta, sono previsti percorsi assistenziali specifici. Nel veronese, la sorveglianza è iniziata a maggio 2017 all'ospedale di Legnago, e ad ottobre 2017 all'ospedale di San Bonifacio. I primi ad essere invitati sono i quattordicenni, poi man mano verranno invitate le altre fasce di età.

L'ultimo tema toccato dal rapporto e la sanità animale e in particolare i focolai di influenza aviaria che hanno riguardato anche territorio veronese. Nel Veneto si sono verificati 27 focolai, con un danno diretto superiore ai dieci milioni di euro. Circa la metà di questi focolai sono stati individuati in provincia di Verona. L'Ulss si sta occupando anche di questi casi anche se precisa che non si sono finora mai registrati passaggi di influenza aviaria dagli animali all'uomo.

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