Furto di Castelvecchio. Cronaca di una storia a lieto fine durata sette mesi

Dal 19 novembre all'11 maggio. Dal furto di 17 opere dal museo di Verona al loro ritrovamento in Ucraina, passando per l'arresto della banda avvenuto a metà marzo

Per fortuna ci ritroviamo a raccontare una storia a lieto fine. Una storia lunga quasi sette mesi e iniziata nella serata del 19 novembre. Un gruppo di ladri entra nel museo di Castelvecchio e si porta via 17 quadri. Il valore delle opere rubate è incalcolabile.

Viene definito il furto del secolo e cittadini e politica s'interrogano sulla sicurezza del museo. Le parole della guardia giurata, che risulterà essere complice del delitto. Parte la caccia ai banditi, una caccia silenziosa che solo dopo un lungo periodo di indagini porterà a dei risultati. Intanto si ricordano i furti del passato e non manca la solidarietà nei confronti di Castelvecchio.

Spuntano le falle si Sicuritalia, viene recuperata l'auto usata dai banditi per la fuga. Si lavora sui filmati per riconoscere qualche volto, ma anche per seguire le tracce lasciate dalla banda. Intanto non si fa vivo nessuno, non viene chiesto nessun riscatto e si teme che il furto possa essere stato commissionato da qualche collezionista. 

Comincia l'anno nuovo e lo sfregio di Castelvecchio non è stato ancora sanato. La solidarietà continua, ma più il tempo passa e più le probabilità di fermare i colpevoli si abbassano.

Il 15 marzo la svolta. Con un'operazione congiunta delle forze dell'ordine arrivano i primi arresti e vengono forniti i dettagli dell'indagine arrivata fino in Moldavia. Un'indagine che non si può fermare fino a quando non saranno recuperati i quadri. E si teme che un'opera sia già stata venduta.

A fine aprile un vertice europeo per cercare nuove piste. A inizio maggio un nuovo arresto e arriviamo così alla recentissima cronaca di questi giorni: gli investigatori che seguono le tracce che portano in Ucraina e ieri, 11 maggio, il ritrovamento.

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